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Iran, elezioni farsa la resistenza invita al boicottaggio

TEHERAN. Il regime iraniano si prepara ad eleggere il parlamento (Assemblea Islamica), venerdì 21 febbraio, in un momento difficile in cui sta barcollando tra isolamento internazionale e profondo dissenso popolare accompagnato dalla presenza crescente di resistenza iraniana (CNRI) che chiedono il cambio radicale di regime. Le recenti ondate delle proteste pacifiche degli iraniani  innescato dalla meta di novembre scorso contro immensa corruzione, carovita, povertà e devastante violazione dei diritti umani realizzato dalla teocrazia dittatoriale al potere in Iran da quarant’anni,  estesa velocemente nelle 191 città e 31 province hanno lasciato un segno indelebile. La risposta imposta dal regime degli ayatollah è stata una brutale e sanguinaria repressione: uccisi dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e da altre forze repressive, 1.500 manifestanti tra cui anche minorenni, 4000 feriti e 12000 arresti. una sanguinosa repressione che è stata condannata anche dal Parlamento europeo e molti governi democratici, fra i quali la Francia, la Germania, l’Inghilterra e gli Stati Uniti nonché l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, gli esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani, Amnesty International. Il Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) Maryam Rajavi,  ha ribadito : “La rivolta dei giovani e dell’esercito dei poveri durante il novembre scorso avrà continuità nelle proteste che dureranno fino  al rovescio definitivo della feroce e oscurantista tirannia religiosa.”

In realtà il Consiglio dei Guardiani della rivoluzione, i famigerati pasdaran, controllato dalla guida suprema Ali Khamenei è responsabile di selezionare i candidati. Le leggi elettorali riportate nella Costituzione della Repubblica Islamica prevede: L’Articolo 90 della Costituzione, il Consiglio dei Guardiani è responsabile della supervisione delle elezioni, l’Articolo 98 della Costituzione stabilisce che il Consiglio dei Guardiani è responsabile dell’interpretazione della Costituzione quando e dove ciò possa essere richiesto. Ali Khamenei cerca di qualificare i candidati più fedeli e squalificare quelli rivali cosiddetti moderati ( moderati non per interessi della gente bensì per la divisione il potere politico, perchè hanno dimostrato sempre la loro fedeltà ai principi della teocrazia e la sua guida suprema). Maryam Rajavi, Presidente del CNRI, ha invitato il popolo iraniano a boicottare le “elezioni farsa”, affermando: “boicottare questa farsa è un dovere patriottico e l’impegno della nazione davanti ai martiri del popolo iraniano, in particolare i 1.500 martiri dell’insurrezione di novembre. Gli iraniani soprattutto i giovani durante le  proteste nelle piazze hanno dimostrato alla comunità internazionale, il suo voto definitivo ed illegittimità della autorità politica al potere, ha gridato pagando un prezzo carissimo, che vogliamo: “una repubblica democratica, laica” ( uno degli obiettivi principali di CNRI che da quarant’anni sta lottando).  Uno dei slogan dei manifestanti:” abbasso il repressore, ne monarchia, ne teocrazia”. Quindi “Il mio voto è  cambio regime.”. Se elezioni libere sono caratteristiche dei paesi democratici allora  non può essere altro che la farsa delle elezioni preconfezionate, un teatrino solo per l’inganno che gli Ayatollah, un drammatico teatrino in cui questi teocrati sono maestri di tale arte”.

Yoosef  Lesani

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