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Iran, Rouhani annuncia nuovo ultimatum di 2 mesi sul nucleare

Hassan Rouhani non fa marcia indietro sul nucleare e ha dato un ulteriore ultimatum di due mesi ai partner dell’accordo nucleare, al termine del quale ci sarà un’ulteriore riduzione degli impegni del suo Paese se non saranno soddisfatte le richieste fatte da Teheran. Il presidente iraniano avrebbe incaricato da oggi l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica di iniziare a iniettare gas di uranio nelle 1.044 centrifughe di tipo IR-1, di prima generazione, presenti nell’impianto di arricchimento di Fordow, a Qom. Questo procedimento è usato per produrre uranio arricchito sotto forma di isotopo 235.

Si tratterebbe di una decisione non definitiva, in quanto nel corso di una dichiarazione della televisione di stato iraniana, Rouhani ha detto che il processo è “reversibile”, a condizione che le parti dell’accordo nucleare del 2015 compensino gli effetti delle sanzioni statunitensi sull’economia iraniana. 

rouhani ultimatum nucleare

Un’annuncio che segue quello di ieri del responsabile del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, che aveva annunciato messa in funzione di 60 centrifughe avanzate IR-6 (il doppio rispetto a prima) nel sito nucleare di Natanz, in piena violazione dei termini del Piano d’azione congiunto globale (JCPOA). Salehi, vice presidente della Repubblica islamica e capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha in seguito aggiunto:”Nel corso degli ultimi 60 giorni di ultimatum ai partner Ue l’Iran ha aumentato la sua produzione quotidiana di uranio” di circa 10 volte, portandola a 5 mila grammi.” Un segnale che arriva in una ricorrenza non casuale, ovvero quella del 40° anniversario dell’assalto all’ambasciata Usa.

Le autorità iraniane hanno inoltre fatto sapere che stanno lavorando a un prototipo di centrifuga ancora più potente, che sarebbe in grado di produrre uranio arricchito a una velocità 50 volte superiore alle centrifughe attualmente permesse.

Atteggiamento contro il quale si scaglia la Casa Bianca e lo fa attraverso una nota che afferma: “Gli Stati Uniti cercano la pace e sostengono il popolo iraniano, è tempo che il regime iraniano faccia lo stesso“. Un monito che giunge non a caso nell’anniversario dell’assalto all’ambasciata iraniana a Teheran. “Oggi onoriamo le vittime di quell’atto sfrontato – si legge – Il regime iraniano continua a colpire civili innocenti che usa come pedine nelle sue fallimentari relazioni estere. Fino a quando l’Iran non cambierà il suo comportamento ostile, continueremo a imporre sanzioni devastanti“.

Secondo la Casa Bianca, “il regime iraniano ha una scelta: invece di essere lo stato leader nel mondo come sponsor del terrorismo, può dare la priorità al popolo iraniano, può scegliere la pace rispetto alla presa di ostaggi, agli assassinii, ai sabotaggi, agli attacchi contro i mercati globali del petrolio, ai dirottamenti in mare“.

Carlo Saccomando

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