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Istat: un pensionato su tre percepisce meno di mille euro lordi

Il 36,3% dei pensionati riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, mentre il 12,2% non riesce a superare i 500 euro. È il dato allarmante diffuso dall’Istat attraverso il report sulle condizioni di vita dei pensionati relativo al biennio 2017-2018. Mentre un pensionato su quattro (24,7%) si colloca, invece, nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro.

La spesa per pensioni è il 16,6% del Pil , valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. Nel 2018, i pensionati sono circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) nello stesso anno raggiunge i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale).

pensionato meno mille euro

Ampia la disuguaglianza di reddito tra i pensionati: al quinto con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva. Un pensionato su quattro percepisce un reddito lordo da pensione sopra i 2.000 euro. Oltre un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,5%), poco più di un quarto da solo (27,4%). Per quasi 7 milioni e 400mila famiglie con pensionati i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile.

Il divario di genere è a svantaggio delle donne, più rappresentate nelle fasce di reddito fino a 1.500 euro, che vengono penalizzate nella fascia di reddito più alta (da 3.000 euro in su) dove ci sono 266 pensionati ogni 100 pensionate.

Per quanto riguarda le distribuzioni territoriali delle pensioni si evidenzia che più del 50% della spesa complessiva è erogata a residenti al Nord, soprattutto come beneficiari di pensioni Ivs, il resto è ripartito tra Mezzogiorno (27,8%) e Centro (21,1%).

Mentre secondo la rilevazione sulle forze di lavoro, i pensionati da lavoro che percepiscono anche un reddito da lavoro, pari a 406 mila, diminuiscono anche nel 2018 (-1,2% rispetto all’anno precedente e -21,3% dal 2011), soprattutto nelle regioni centro-meridionali.

Nel 2017, la media dei redditi netti delle famiglie con pensionati è stimata in 31.374 euro (2.615 euro mensili), valore che si approssima a quello delle famiglie senza pensionati (2.620 euro mensili). La metà delle famiglie con pensionati non supera la soglia dei 24.780 euro (2.065 euro mensili), valore che scende a 22.182 euro nel Mezzogiorno e si attesta intorno a 26.490 euro nel Centro e a 26.090 euro nel Nord.

La presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari “vulnerabili(genitori soli o famiglie in altra tipologia) consente quasi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà (rispettivamente dal 31,6% al 16,1% e dal 28,2% al 18,7%). Il cumulo di pensioni e redditi da attività lavorativa abbassa il rischio di povertà al 5,7% rispetto al 17,9% di quelle costitute da soli titolari di pensioni. Anche l’apporto economico dei componenti non pensionati, in particolare degli occupati, riduce il rischio di povertà al 9,3%.

Carlo Saccomando

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