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La cannabis legale nel video di Vasco Rossi e gli usi in Italia

Le leggi che regolano la legalità della cannabis nel mondo sono diverse da paese a paese. In un video recente che Vasco Rossi ha postato sulla sua pagina Facebook, girato nei dintorni di Zocca, sua città natale, il Kom ha incontrato i responsabili dell’azienda “Breeders of C B D” di Andrea Piccinini, coltivatori di una piantagione di cannabis legale, che rispetta i livelli di Thc (tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis) bassi e Cbd (cannabidiolo, che potenzia l’efficacia analgesica del Thc, prolungandone la durata di azione e al tempo stesso ne riduce gli effetti collaterali su frequenza cardiaca, respirazione e temperatura corporea) maggiori. I primi a vietare la coltivazione della pianta sono stati gli Stati Uniti nel 1937 con il “Marijuana Tax Act” del presidente Franklin Roosevelt. Da quel momento molti paesi occidentali la proibirono, mentre nel 1996 la California è stato il primo stato al mondo a legalizzarla a scopo terapeutico, seguito da numerose altre nazioni americane ed europee.

In Italia la normativa italiana sulla canapa è stata riconosciuta con l’approvazione della legge sulla canapa del 2 dicembre 2016, n. 242, in vigore dal 14/01/2017, mentre a livello europeo sono ancora in via di definizione i limiti di Thc ammissibili negli alimenti a base di canapa. L’articolo 2 decreta la liceità della coltivazione della canapa in Italia nei seguenti punti:

1. La coltivazione delle varietà di canapa di cui all’articolo 1, comma 2, e’ consentita senza necessita’ di autorizzazione.

2. Dalla canapa coltivata ai sensi del comma 1 è possibile ottenere: a) alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; b) semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; c) materiale destinato alla pratica del sovescio; d) materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; e) materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati; f) coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; g) coltivazioni destinate al florovivaismo.

3. L’uso della canapa come biomassa ai fini energetici di cui alla lettera b) del comma 2 è consentito esclusivamente per l’autoproduzione energetica aziendale, nei limiti e alle condizioni previste dall’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.

infografica cannabis, usi terapeutici
Nell’infografica realizzata da “Centimetri” i possibili usi terapeutici della cannabis

Federcanapa, la federazione della canapa italiana, è nata nel 2016 per dare voce e supporto tecnico-scientifico alle molteplici iniziative in atto in tutte le regioni italiane, e costituire una rappresentanza autorevole nei confronti del governo, delle amministrazioni regionali, e degli altri settori industriali. I soci fondatori sono imprese, esperti, e associazioni operanti da lungo tempo nel mondo della canapa in Italia, con la missione di tutelare gli interessi dei coltivatori e dei primi trasformatori di canapa coltivata in Italia nelle sedi istituzionali e nei confronti degli altri settori economici, promuovendo inoltre la ricerca, e fornendo informazioni attendibili e scientificamente corrette anche attraverso attività che rispondono a criteri e obiettivi ecologicamente e socialmente sostenibili.

foglia cannabis

Il magazine della Fondazione Veronesi riportava l’uso corretto della cannabis a livello terapeutico già nel 2016. L’utilizzo principale può riguardare il controllo di nausea, vomito, e appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia, e, grazie a studi scientifici, anche il controllo del dolore cronico, o degli spasmi muscolari nelle persone affette da sclerosi multipla. Una ricerca di un team del “California Pacific Medical Center Research Institute” risalente al 2007 ha dimostrato che il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene Id-1 che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali. Un successivo studio condotto dall’Università di Rostock, in Germania, confermerebbe proprietà simili dei cannabinoidi. Il ministro della Salute Giulia Grillo ha così commentato, alcune settimane fa, le notizie apparse su alcuni organi di stampa relative al parere del Consiglio superiore di sanità sull’utilizzo medico della cannabis, garantendo che non c’è stata alcuna bocciatura o interruzione delle forniture e della produzione per i malati: «I pazienti sanno bene che mi sono impegnata personalmente per aumentare le scorte di cannabis ad uso medico, incrementando le importazioni dall’Olanda e raddoppiando la produzione di cannabis dello Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze».

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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