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Lanciò cassonetto in testa a dodicenne: l’accusa è di tentato omicidio

SAVONA. Al diciassettenne piemontese, che nella notte tra venerdì e sabato scorso ha colpito con un cassonetto della carta un dodicenne che stava riposando nella tenda da campeggio, sarebbe stato contestato il tentato omicidio. Lo si apprende da fonti inquirenti. 

Il ragazzo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era uscito verso le 3 dalla discoteca e si era fermato al chiosco dei panini, che però era chiuso. A quel punto, forse sotto gli effetti dell’alcol, aveva deciso di lanciare il cassonetto in spiaggia, convinto probabilmente di lanciarlo direttamente in mare. Invece il cassonetto era finito sulla tenda colpendo in volto il giovane transalpino, provocandogli un grave trauma cervico facciale. E’ ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Gaslini di Genova.

Individuato dalle forze dell’ordine, l’autore del folle gesto ha spiegato di “non sapere che sotto c’erano delle persone”, era anzi convinto di “lanciarlo direttamente in acqua”. “Si è detto molto dispiaciuto”, ha detto il comandante del Reparto investigativo dei Carabinieri Savona Dario Ragusa.

In conferenza stampa, i carabinieri di Savona hanno ricostruito i passi salienti dell’indagine: dopo aver accertato l’assenza di telecamere utili a ricostruire quanto avvenuto sabato sera i militari sono riusciti a risalire a un testimone che ha assistito al lancio del bidone.

“Una testimonianza molto precisa nella descrizione – ha detto Ragusa – ma che non conteneva elementi utili all’identificazione del responsabile. Abbiamo allora iniziato a sentire i tanti giovani presenti a Spotorno e ieri sera siamo riusciti ad acquisire un quadro indiziario più che solido. Con queste prove abbiamo convocato in caserma il minorenne, che risiede fuori regione, insieme ai genitori, e dopo poche domande e un tentativo di negare le responsabilità ha confessato”.

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Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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