PIANETA ANIMALI

“Lasciamoli vivere”: un appello alle mamme per una Pasqua più umana

DESENZANO DEL GARDA (BRESCIA). Il Fondo Amici di Paco, associazione per la tutela degli animali fondata 22 anni fa, a ridosso dell’arrivo della Pasqua ha deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione nei confronti di tutte le mamme, per far presa sul loro senso materno e farle riflettere sulla crudeltà di strappare tanti cuccioli inermi alle loro mamme.

Quest’anno, oltre alla tradizionale campagna “Buona Pasqua anche a loro”, Diana Lanciotti, giornalista, scrittrice e fondatrice del Fondo Amici di Paco, ha voluto riproporre il manifesto “Lasciamoli vivere… meglio vivi che nel nostro piatto” da lei stessa ideato dopo un’esperienza vissuta un paio d’anni fa, che ha così descritto: “Sabato mi sono regalata una gita in campagna, immergendomi nell’ambiente rilassante e di una dolcezza struggente dell’Anglona, che in questa stagione è verdissima. C’erano numerose greggi al pascolo e mi sono fermata a osservare i giochi degli agnellini, le corse e i salti. Le pecore adulte, appena mi vedevano avvicinarmi, serravano i ranghi intorno ai piccolini, mentre i cani da pastore accorrevano per capire le mie intenzioni e farmi capire le loro. Poi, appena capivano che le mie erano assolutamente pacifiche, le pecore si tranquillizzavano e riprendevano a brucare, mentre i cani si rilassavano, pur rimanendo vigili. Ho scattato un po’ di foto, cogliendo attimi di infinita tenerezza. Il senso di serenità che ho provato è indescrivibile. Mancavano due settimane a Pasqua. Sono venuta via sapendo che, passando di nuovo di lì tra qualche giorno, non avrei più rivisto quei piccoli. Così ho deciso di rivolgermi direttamente a loro, come responsabili degli acquisti e della cucina, per farle riflettere mostrando loro momenti di intimità tra mamma pecora e figlio agnellino, momenti non tanto diversi da quelli che ogni mamma umana vive con i propri bambini. Da tempo sono convinta che se i bambini, e anche le mamme che fanno la spesa e poi cucinano, facessero il collegamento tra gli animali vivi e quel trancio di carne che finisce in pentola forse cambierebbero abitudini alimentari. Perché alla fin fine si tratta di pure e semplici abitudini, unite spesso alla mancanza di approfondimento, di fantasia e di voglia di trovare delle alternative”.

Il manifesto alla vita ideato da Diana Lanciotti mostra immagini tenere di agnellini stretti alle loro mamme e ipotizza un dialogo tra mamme e figli incentrato sul tema della Pasqua, che culmina con una considerazione finale: “Hanno una mamma anche loro… Pensa se a Pasqua ti portassero via i tuoi figli per…”. Senza ricorrere a immagini o linguaggi cruenti, anche questa campagna, come tutte le campagne e i libri di Diana Lanciotti, è destinata a far riflettere senza pugni nello stomaco, secondo la filosofia del Fondo Amici di Paco: “Persuadere con dolcezza”.

In un’intervista riportata su Amici di Paco, la rivista da lei fondata ventidue anni fa e di cui è direttore responsabile, Diana Lanciotti esprime la sua idea di una Pasqua rispettosa di tutti gli esseri viventi: “Ormai nessuno più nega che gli animali provino sentimenti e possano gioire o soffrire. Eppure, sotto Pasqua si arriva a dimenticarsi di questa verità, se non a negarla, in nome di un’usanza di secoli fa, che aveva senso in quanto non esistevano alternative alla carne. Anche se la sensibilità e il rispetto verso gli animali sono in deciso aumento, anche quest’anno a Pasqua si ripeterà la solita strage di agnelli e capretti. Una tradizione atroce, insensata, anacronistica che, nonostante il trascorrere del tempo e l’aumentato grado di acculturazione, molti credono di dover ancora osservare. Spesso chi scopre che non mangio carne né pesce mi chiede: “Ma allora che cosa mangi? Che cosa si può far da mangiare, senza la carne? Io non ci riuscirei.” In realtà alternative ce ne sono, da stancarsi. Basterebbe riflettere e sforzarsi solo un po’ per modificare le nostre abitudini alimentari, senza rimetterci in salute ma, anzi, migliorandola. Per non parlare degli aspetti etici, ambientali e sociali sui quali la scelta di non mangiare carne inciderebbe positivamente: maggior rispetto per la vita sotto qualsiasi forma, minori inquinamento e deforestazione causati dagli allevamenti intensivi, maggior disponibilità di cereali per l’alimentazione umana, quindi maggiore possibilità di sfamare le popolazioni più povere“.

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