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L’Austria riapre a tutti i Paesi confinanti tranne all’Italia

Tutti sono a conoscenza che da oggi nel nostro Paese è possibile spostarsi di Regione in Regione senza alcun particolare vincolo e sopratutto senza la famosa autocertificazione che ci ha accompagnato negli ultimi tre mesi. Il Governo oltre ad autorizzare gli spostamenti all’interno di tutta la penisola, ha dato il benestare anche per quelli verso l’estero e dall’estero verso l’Italia.

Una norma che di fatto sancisce coma la completa riapertura sia stata tra le priorità dell’agenda di governo. Apertura che permetterà all’economia del Paese di ripartire più velocemente. Ma al di là dei confini italici la situazione è ben diversa come dimostra il provvedimento messo in atto dall’Austria, con il quale da oggi è stata disposta l’apertura dei confini verso 7 degli 8 Paesi confinanti: Germania, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia e Lichtenstein. L’unica esclusa, guarda caso, è l’Italia.

Il ministro degli Esteri, Alexander Schallenberg, ha dichiarato che “non ci saranno più controlli ferrei come prima dell’emergenza Coronavirus“. Discorso che però non vale per il Belpaese, in quanto secondo il governo austriaco “i dati non lo consentono“, ma l’auspicio è quello di poter riaprire l’unico confine serrato il prima possibile perché questa “non è una decisione contro l’Italia“.

austria italia
Il ministro degli Esteri austriaco, Alexander Schallenberg,

Schallenberg ha però annunciato che nel corso della prossima settimana il governo austriaco effettuerà una nuova valutazione in merito a una possibile apertura verso l’Italia: “Vediamo – ha aggiunto – che la situazione in Italia è molto migliorata e che alcune regioni, come l’Alto Adige, hanno buoni dati Covid“. La sensazione è che a Vienna più che la situazione di Trentino – Alto Adige, Veneto, Friuli – Venezia Giulia, preoccupi di gran lunga quella di eventuali spostamenti in entrata e in uscita verso Lombardia, Liguria e Piemonte.

Sulla questione è intervenuto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che durante una riunione con il suo staff, a seguito della decisione di Vienna di mantenere ancora chiuso il confine con l’Italia, avrebbe affermato: “Gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l’Europa e il mercato unico“. Nel pomeriggio è prevista una telefonata con l’omologo austriaco. Nonostante la delusione del momento il ministro Di Maio resta fiducioso che la situazione possa risolversi positivamente per l’Italia nel giro di qualche giorno. Sempre se i nostri vicini di casa riusciranno a superare la paura di un’Italia “untrice“, pronta ad infettare il resto d’Europa considerata “sana“.

Carlo Saccomando

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