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Lavoro, sono 263 mila le assunzioni previste a luglio, -38,9% rispetto al 2019

Le figure professionali più richieste durante questo periodo riguardano soprattutto i lavoratori del comparto turistico e delle attività commerciali.

Sono circa 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di luglio 2020. È quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio. Rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più forte nell’industria che nei servizi).

Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano soprattutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). Fanno segnare una diminuzione abbastanza rilevante anche le imprese che programmano assunzioni: sono il 10%, rispetto al 16% di un anno fa.

263 mila assunzioni luglio

Seguono le assunzioni riguardanti gli operai specializzati (circa 36mila) e le professioni tecniche (circa 27mila). E nonostante il periodo sia caratterizzato da una rilevante crisi economica, causata in gran parte dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, si registrano difficoltà nel reperimento di queste ultime figure professionali: nel 37% delle ricerche per gli operai specializzati (in particolare operai e artigiani nel settore delle costruzioni, fonditori e saldatori, meccanici e montatori) e in circa il 40% delle ricerche per i tecnici (soprattutto tecnici informatici, tecnici della sanità, tecnici dei rapporti con i mercati). Le cause principali di questo fenomeno sono da imputarsi in gran parte al mancato collegamento tra sistema formativo e imprese, oltre alle carenze dell’orientamento e dei servizi per il lavoro.

Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre. I contratti proposti dalle imprese a luglio sono prevalentemente contratti a termine, tipologia che cresce di 3 punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%).

Parallelamente in questa fase diminuiscono i contratti a tempo indeterminato (17% contro 20,2%). Leggero incremento per i contratti di apprendistato (5,4%, +0,3 punti), mentre diminuisce la previsione per i contratti di somministrazione (8,4%, -1,4 punti).

Rispetto ad un anno fa la ripresa più lenta risulta quella delle regioni del Nord-ovest con una riduzione del 48,5% di assunzioni rispetto al 2019, il Centro rimane abbastanza stabile (-37% rispetto al 2019). Mentre al di sopra della media nazionale si prospettano i dati relativi alle assunzioni nel Nord-est, in particolare Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che contengono la flessione tra -19% e -35% rispetto al 2019, e per quelle del Sud e Isole, soprattutto Sardegna, Calabria e Puglia con una flessione compresa tra -30% e -34%, trainate dall’inizio della stagione turistica.

Carlo Saccomando

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