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Le “scrippelle ‘mbusse” abruzzesi: crêpes made in Italy

Le scrippelle sono un tipico primo piatto della cucina abruzzese. Diffuse principalmente nella città di Teramo e di antica origine, vengono ancor oggi preparate dalle massaie abruzzesi in occasione delle feste e per comporre primi piatti salati e gustosi, nella maggior parte dei casi cucinati al forno. Nel corso dei secoli, queste frittelle salate sono diventate parte integrante della cucina locale.

Molto simili alle crêpes francesi, sono composte da una pastella di farina, acqua e uova e farcite nei modi più originali. A Teramo le scrippelle sono soprattutto ‘mbusse, cioè vengono immerse in abbondante brodo di gallina, dando vita ad uno squisito primo piatto. Secondo la tradizione quest’ultima ricetta deriverebbe dall’errore un aiuto cuoco dell’Ottocento, tale Enrico dei Castorani. Errore che si rivelò una vera e propria intuizione, tanto da fare delle scrippelle ‘mbusse uno dei piatti tipici della cucina abruzzese.

La loro somiglianza con le crêpes francesi è nota, anche se le scrippelle sono utilizzate soprattutto come primo piatto salato, al contrario delle crêpes che sono, invece, una tipica merenda dolce.

Ingredienti

  • 1 litro d’acqua
  • brodo di Gallina
  • olio
  • 12 uova
  • parmigiano reggiano o pecorino

Preparazione

Per prima cosa dovete preparare la pastella, prendete le uova, sbattetele, unite la farina e mescolate, poi mettete poco alla volta dell’acqua per allungare il composto. Una volta mescolato lasciatelo riposare per circa 60 minuti. Ora prendete un tegame o, ancor meglio (se l’avete) una padella da crêpe, versate un filo d’olio, scaldatelo e con un mestolino versate la pastella che avete lasciato a riposo creando uno stato molto sottile. Fate cuocere per pochi minuti e girate il composto. Continuate fino a quando non avrete finito la pastella. A questo punto spolverate del parmigiano o del pecorino a seconda dei gusti, versate il brodo di gallina e servite ben caldo.

Giuseppe Muri

Giornalista pubblicista dagli Anni Ottanta, si occupa di cronaca e di costume. Ha lavorato per un lungo periodo nelle redazioni di testate locali piemontesi. Appassionato di storia, ha svolto alcune inchieste legate a fatti importanti che hanno caratterizzato il Novecento italiano.

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