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“L’Iran non inizierà mai una guerra contro gli Stati Uniti”

TEHERAN. L’Iran “non inizierà mai una guerra”, anche se gli Stati Uniti stanno di fatto “già conducendo una guerra economica contro l’Iran non militare ma economica, che colpisce principalmente la popolazione civile”.
    Lo ha detto il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, in un’intervista alla Cnn durante la sua visita a New York per partecipare a una conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile. L’ipotesi di un conflitto come conseguenza della strategia di “massima pressione” e del “terrorismo economico” delle sanzioni Usa non si può tuttavia escludere, perché “non si può semplicemente ignorare la possibilità di un disastro”, ha aggiunto Zarif, sottolineando che “dobbiamo lavorare tutti quanti per evitare una guerra”. In un’altra intervista a Bloomberg, Zarif ha invitato gli Usa a tornare al tavolo negoziale, suggerendo che “sanno come farlo”, e ribadito che la Repubblica islamica non ha intenzione di sviluppare la bomba atomica. La verità è che né gli Stati Uniti né l’Iran vogliono la guerra. Il Medio Oriente è una polveriera.

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Con Trump si sta giocando una rischiosissima partita a poker. La tensione è ai massimi livelli da 40 anni in un intreccio complicatissimo di alleanze: gli Stati Uniti che sostengono Israele come mai prima, alleati con Arabia Saudita e Emirati. L’Iran che sta con Russia, Turchia, Siria, gli Hezbollah libanesi, lo Yemen – dove secondo gli americani sono attivi militanti di al-Qaeda – e la parte sciita dell’Iraq. Dopo l’incidente delle due petroliere, Trump aveva già mandato un forte avvertimento: in caso di altri attacchi agli Stati Uniti o ai suoi alleati l’Iran avrebbe “subito gravi conseguenze, come mai nessuno nella storia ha sofferto”. Il missile iraniano che ha abbattuto l’aereo spia americano sta lì a dire che l’Iran non ha preso seriamente in considerazione il messaggio presidenziale. Il Pentagono sostiene che il drone sia stato abbattuto nello spazio aereo internazionale, a 21 miglia marine dalla costa. Secondo Teheran l’aereo era in territorio iraniano. Si tratta, in ogni caso, della terza aggressione contro le forze aeree americane in due settimane. Il 6 giugno nello Yemen i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno abbattuto un drone Usa. Il 13 giugno le Guardie della rivoluzione hanno sparato un missile terra-aria contro un altro drone americano che volava nel Golfo dell’Oman, senza successo. 

Giuseppe Muri

Giornalista pubblicista dagli Anni Ottanta, si occupa di cronaca e di costume. Ha lavorato per un lungo periodo nelle redazioni di testate locali piemontesi. Appassionato di storia, ha svolto alcune inchieste legate a fatti importanti che hanno caratterizzato il Novecento italiano.

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