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Lutto nel mondo della cultura: si è spento lo storico dell’arte Philippe Daverio

L'eccentrico storico dell'arte lottava da anni contro un tumore. Lascia la moglie Elena Gregori e il figlio Sebastiano.

È morto nella notte all’Istituto dei Tumori di Milano lo storico dell’arte Philippe Daverio. Da anni lottava contro un tumore che non gli ha lasciato scampo, di cui a quanto pare non aveva informato nessuno. Lascia la moglie Elena Gregori e il figlio Sebastiano. A renderlo noto la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah, direttrice del Teatro Parenti di Milano. “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte” ha dichiarato Shammah all’Ansa.

Docente e saggista, riconoscibile per il look elegante ma eccentrico, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano dal 1993 al 1997, sotto la giunta Formentini, con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e Relazioni Internazionali, se n’è andato all’età di 71 anni. Nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, nelle vesti di assessore per la città meneghina si è occupato della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto a seguito dell’esplosione della bomba avvenuta il 27 luglio 1993 partendo dalla ricerca degli sponsor al coordinamento degli interventi sia tecnici sia amministrativi.

philippe daverio

Uomo di grande cultura pur non avendo mai conseguito la laurea., tra le sue affermazioni più celebri sul tema spicca quella in cui asserisce: “Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi“.

Opinionista per “Panorama“, “Liberal“, “Vogue“, “Gente”, consulente per la casa editrice Skira, Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte. In questa veste lo scopre il pubblico televisivo di Rai3: nel 1999 in qualità di ‘inviato speciale’ della trasmissione “Art’è“, nel 2000 come conduttore di “Art.tù“, poi autore e conduttore di “Passepartout“, programma d’arte e cultura che ha avuto grande successo e notevole riconoscimento di critica e di pubblico, andato in onda dal 2001 al 2011. In seguito ha condotto i programmi “Il Capitale” e “Emporio Daverio” su Rai 5. Dal 2019 al 2020 si segnala la sua partecipazione a “Striscia la notizia“, su Canale 5, con la rubrica “MUAGG – Il museo aggratis“.

Si è occupato inoltre di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati e svolge attività di docente: è stato incaricato di un corso di storia dell’arte allo Iulm di Milano e ha tenuto corsi di storia del design al Politecnico di Milano. Dal 2006 era professore ordinario di sociologia dei processi artistici alla Facoltà di Architettura (dipartimento Design) dell’Università degli Studi di Palermo.

Nel 2008 era stato nominato direttore della rivista d’arte “Art e Dossier” della casa editrice Giunti. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui figurano: “Il Museo Immaginato” (Rizzoli, 2011), “Il Secolo lungo della Modernità” (Rizzoli, 2012), “Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storia dell’arte” (Rizzoli, 2013).

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