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Maturità 2021: nessuna prova scritta, solo un elaborato e l’esame orale

Il neo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dopo appena quattro giorni dal suo insediamento, ha annunciato il primo importante provvedimento che riguarda la prossima maturità: non ci sarà spazio per le tradizionali prove scritte, il maturando affronterà un maxi orale partendo da un’elaborato ampio, personalizzato, che verterà su materie di indirizzo concordate con il consiglio di classe. Maturità che dovrebbe cominciare il 16 luglio 2021, mentre il termine dell’anno scolastico verrà stabilito da un calendario che è di competenza delle regioni. Fine delle lezioni che dovrebbe avvenire intorno alla fine di giugno.

La notizia è giunta attraverso un’intervista pubblicata quest’oggi sulle pagine del Corriere della Sera, in cui il professor Bianchi ha anche specificato che l’ammissione agli esami non sarà automatica come lo scorso anno, ma sarà disposta in sede di scrutinio finale dal Consiglio di classe. Si tratta di una decisione in linea con le idee del precedente ministro pentastellato Lucia Azzolina

L’esame di maturità, discusso davanti ad una commissione composta dagli tutti insegnati della classe, comincerà dall’ampia tesina per poi svilupparsi su tutte le altre discipline scolastiche. Secondo il ministro l’obiettivo principale di questo esame è quello di permettere ai ragazzi di esprimere anche con una visione critica “quanto hanno maturato e compreso nel corso degli anni“.

Nell’intervista Bianchi ha definito “eroico” il lavoro svolto nell’ultimo periodo da insegnati e personale scolastico capaci di imparare in pochissimo tempo ad utilizzare quegli strumenti digitali, fino a poco tempo prima sconosciuti, fondamentali per mettere il pratica la didattica a distanza. E non ha dimenticato di ricordare che proprio la Dad ha esasperato alcuni dei gravi problemi di disuguaglianza già presenti in alcune zone del Paese. Motivo principale per il quale uno tra i propositi più importanti del suo mandato sarà quello di ripartire dal Sud e rilanciare il sistema scuola laddove gli studenti sono più in difficoltà.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle scuole e il ritorno in presenza al 100% nelle superiori il ministro predica la massima cautela perché l’incidenza del virus è ancora alta. Sarà fondamentale procedere in tempi rapidi con le vaccinazioni a docenti e personale scolastico perché “solo se loro saranno in sicurezza le scuole saranno sicure anche per i ragazzi e le famiglie“.

Bianchi annuncia anche la volontà di mettere in atto una riforma dell’istruzione tecnica che partirà dagli istituti professionali agli Its di cui andranno necessariamente ridisegnati i percorsi. Inoltre è al vaglio l’ipotesi del liceo articolato in quattro anni anziché cinque. Ma il sogno del ministro è quello di creare un percorso scolastico cha parta dai tre anni e arrivi fino alla fine della laurea triennale, perché potrebbe essere la soluzione adatta per colmare “il gap per i giovani del nostro Paese“.

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