PIANETA ANIMALI

La California mette al bando l’abbigliamento con pelli animali

La loro mercificazione indigna gran parte del mondo e da molti luoghi è salito l’invito a mettere al bando quel tipo di commercio. Ora qualcosa di concreto si muove. Tutto è cominciato da San Francisco, che a partire dal primo gennaio 2019 ha messo al bando la vendita di qualsiasi prodotto contenente pellicce. Lo stato della California ha seguito quest’esempio, vietando l’uso di trappole  per catturare animali selvatici e venderne il pelo (restano ammesse solo per fini di ricerca scientifica, tutela della salute pubblica e disinfestazione).

Ora lo stato americano, considerato il più aperto e progressista del paese, prende lo slancio e dice basta, una volta per tutte, alle pellicce animali. Sabato 12 ottobre il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, ha firmato la legge AB-44  che proibisce a qualsiasi residente di produrre e vendere abiti, scarpe o borse fatte di pellicce animali. I trasgressori rischiano una multa di 500 dollari per ogni capo, che sale a 1.000 se la violazione avviene più di una volta all’anno. La misura entrerà in vigore nel 2023, per dare ai negozianti il tempo di adeguare i loro inventari. “La California è leader in materia di welfare animale e da oggi questo ruolo comprende anche il divieto alla vendita di pellicce”. Eccezione fatta per capi d’abbigliamento vecchi destinati ai mercatini dell’usato.

Norbert Ciuccariello

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