Entrambe le nazionali sono ai quarti a Doha. Le donne hanno conquistato anche il primo posto nel girone: ora comincia la parte più dura, con Spagna e Argentina riferimenti da sfidare.
L’Italia del padel si presenta alla fase decisiva del Mondiale con un’ambizione precisa: salire sul podio. A Doha, dove la competizione si disputa dal 2 al 7 novembre, le nazionali azzurre maschile e femminile hanno conquistato l’accesso ai quarti di finale con una giornata d’anticipo.
Le donne hanno poi messo al sicuro anche il primo posto del gruppo, aggiudicandosi il confronto con la Svezia grazie alle prime due vittorie. Un altro passo avanti per una squadra che arriva da tre bronzi mondiali consecutivi. Per gli uomini, quarti nell’ultima edizione, l’obiettivo è provare a guadagnare quel gradino che trasforma un buon torneo in una medaglia.
Per la nazionale femminile, il podio rappresenta una prospettiva sostenuta dai risultati delle precedenti edizioni. L’avvio a Doha ha confermato solidità. Dopo i successi contro Egitto e Indonesia, è arrivata la vittoria del confronto con la Svezia: Giulia Dal Pozzo e Giorgia Marchetti hanno aperto con un doppio 6-0, mentre Clarissa Aima e Giulia Sussarello hanno assicurato il secondo punto.
Il primo posto consente di affrontare la fase a eliminazione diretta con fiducia. Da qui, però, il margine d’errore si restringe. La forza della squadra passa anche dalla possibilità di combinare caratteristiche diverse e distribuire gli impegni. In un torneo per nazioni, conta la capacità delle coppie di funzionare insieme, oltre al valore delle singole giocatrici.
Fra i profili più interessanti c’è Giulia Dal Pozzo, arrivata al Mondiale dopo un quarto di finale al Kuwait Major. È una giocatrice da osservare per la crescita mostrata e per il contributo che può offrire alla nazionale. Accanto a lei, Carolina Orsi rappresenta un altro riferimento del gruppo.
Parlare di una sola stella, tuttavia, rischia di restringere il racconto. Il risultato azzurro dipenderà dalla tenuta collettiva, dagli abbinamenti e dalla capacità di affrontare i momenti difficili. Completano la squadra femminile Giorgia Marchetti, Giulia Sussarello, Emily Stellato, Martina Parmigiani, Caterina Baldi e Clarissa Aima.
La nazionale maschile ha superato Stati Uniti e Messico, garantendosi i quarti prima dell’ultimo confronto del girone con il Brasile. Fra i giocatori impiegati figurano Flavio Abbate, Alvaro Montiel Caruso, Aris Patiniotis, Giulio Graziotti, Marco Cassetta e Simone Iacovino. Della rosa fanno parte anche Simone Cremona e Michele Brambilla.
Proprio Brambilla, classe 2005, porta una storia interessante: prima convocazione nella nazionale maggiore, dopo l’oro universitario conquistato a Malaga in coppia con Noa Bonnefoy. È un segnale di ricambio che merita attenzione. Per costruire continuità internazionale, il padel italiano ha bisogno anche di giovani capaci di entrare progressivamente in questi contesti.
L’entusiasmo italiano deve confrontarsi con una gerarchia forte. Nel femminile la Spagna campione in carica è il riferimento principale. Nel maschile l’Argentina, vincitrice delle ultime due edizioni, e la Spagna rappresentano gli ostacoli più impegnativi.
Per l’Italia, la corsa alla medaglia dipenderà dal percorso nel tabellone, dalla condizione delle coppie e dalla gestione degli incontri equilibrati. Il bronzo è un obiettivo credibile; per andare oltre servirà una prestazione capace di cambiare i pronostici.
La guida tecnica è affidata a Marcela Ferrari, affiancata da Saverio Palmieri per le donne e Filippo Scala per gli uomini. Il calendario prevede i quarti il 5 novembre, le semifinali il 6 e gli incontri decisivi per le medaglie il 7.
È qui che il Mondiale cambia ritmo. Le vittorie iniziali costruiscono fiducia; gli incontri a eliminazione diretta misurano quanto quella fiducia resista alla pressione. L’Italia ha guadagnato il diritto di provarci. Adesso il podio è una missione da giocare, punto dopo punto.