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Morto a 47 anni Mattia Torre, lo sceneggiatore di “Boris”

ROMA. E’ morto Mattia Torre, scrittore e sceneggiatore di teatro cinema e tv. Aveva 47 anni ed era malato da tempo. Nato Roma nel 1972 aveva frequentato l’ambiente teatrale della capitale dove, dall’incontro con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, era nato un multiforme sodalizio artistico. Insieme a Ciarrapico è stato l’autore, negli Anni Novanta, delle commedie teatrali “Io non c’entro”, “Tutto a posto”, “Piccole anime” e “L’ufficio”.

Nella sua carriera Torre era stato anche autore di diversi monologhi e spettacoli teatrali di successo, tra cui “456” e “Migliore”, quest’ultimo interpretato da Valerio Mastandrea. Sempre Mastandrea era stato il protagonista di “La linea verticale”, serie tv andata in onda nel 2018 su Rai 3 e tratta da un omonimo libro autobiografico in cui Torre raccontava la sua esperienza con un tumore. La serie è un misto tra dramma e commedia, con cose che mettono tristezza e tante altre che fanno ridere; ci sono momenti surreali, in cui non si capisce se il protagonista sta sognando oppure no, o in cui succedono cose volutamente esagerate, giusto per rendere più chiaro qualche concetto.

Mattia Torre, Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico sul set di “Boris il film”

E’ stato anche tra gli autori del programma “Parla con me” di Serena Dandini, anche se a consacrarlo nel mondo della televisione era stata soprattutto la serie televisiva Boris. Dopo aver scritto le prime tre serie per Fox Italia (della seconda anche come co-regista), con Ciarrapico e Vendruscolo aveva scritto e diretto nel 2011 anche “Boris – il film”. Pur essendo la prosecuzione degli eventi già narrati nella serie Tv originaria, la pellicola si riproponeva in un nuovo contesto narrativo, ugualmente godibile anche dai neofiti dell’universo borisiano, tanto da ottenere un buon successo al botteghino.

Corrado Guzzanti, con cui Torre aveva collaborato per la serie Dov’è Mario?, ha scritto di lui: “Una curiosità, un coraggio e un senso dell’umorismo rari in questo mondo, rarissimi in Italia. Uno che se adesso gli dicessi ‘che la terra ti sia lieve’ ti scoppierebbe a ridere in faccia e ci scriverebbe sopra un monologo”.

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