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Musicoterapia? Una fonte di benessere ed espressione emozionale

Una tra le principali “arti” che ognuno di noi apprezza, e che ha sempre apprezzato dall’alba dei tempi, a qualsiasi età, è la musica. Perché si dice che la musica ha un enorme potere? Per varie ragioni, ma in primis possiamo dire che è per la sua capacità di unire le persone, di favorire la comunicazione ed è, inoltre, espressione di emozioni.

Nella vita quotidiana è chiaro come la musica rivesta un ruolo fondamentale nelle interazioni sociali. Essa, per noi, è fonte di benessere e piacevolezza e non conta essere esperti nel settore od appassionati, tutti coloro che ne vengono a contatto subiscono in qualche modo la sua influenza, nessuno le rimane indifferente!

La musica è un aspetto così importante nella vita di ciascuno di noi, che nel tempo è stata introdotta ed utilizzata anche per scopi terapeutici, seppur sembra vi sia ancora un po’ di confusione tra l’unione delle parole “musica” e “terapia”. È per tale motivo che è importante definire cosa si intende, nello specifico, per Musicoterapia.

La musicoterapia non è altro che l’uso della musica e/o degli strumenti musicali in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, l’apprendimento, l’espressione, la motricità, la condivisione ed il contenimento delle proprie emozioni che non sempre vengono espresse verbalmente. Ma non solo, sono molti altri gli obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità emozionali, fisiche, sociali e cognitive dell’individuo. Lo strumento della musicoterapia vuole aiutare a sviluppare le potenzialità dell’individuo che vi entra in contatto, in modo che questo possa migliorare la propria qualità della vita grazie a questo processo terapeutico e riabilitativo. Si tratta quindi di pensieri che vengono trasformati in suoni, in musica.

La musicoterapia è parte integrante dell’arteterapia, in quanto serve per esprimere in modo, per l’appunto, artistico i propri pensieri, i vissuti e le emozioni. È quindi un momento di creatività in cui – attraverso la musica, la danza ed il movimento – si va ad elaborare tutto ciò che non si riesce a far emergere con la comunicazione verbale nei contesti della vita quotidiana. E che si tratti di un semplice suono, di uno strumento o di una canzone in ogni incontro ognuno dei partecipanti apporterà qualcosa con la propria creatività, poiché questa gli permetterà di improvvisare e di lasciarsi andare a ciò che sente, a ciò che prova in quel determinato momento. La musica diventa terapeutica poiché permette di dare vita alla propria identità sonora (definita ISO) e diventa quindi un mezzo di crescita e conoscenza basato sull’individualità.

In questo specifico contesto, il terapeuta cercherà di accogliere l’identità del paziente in un momento di gioco, dove la musica sarà il mezzo intermediario della comunicazione, impregnata di significati personali ed emotivi. Il musicoterapeuta dovrà però avere ulteriori competenze oltre alle semplici abilità musicali e strumentali; inoltre, vi è da sapere che tra le competenze musicali è anche compresa la psicologia musicale, la quale indica la definizione degli aspetti psicologici e i loro risvolti in un processo relazionale terapeutico a tutti gli effetti. Aspetti che consentono di valutare quelle risposte psicologiche e comportamentali che ne derivano dal processo d’intervento e di cui si vedrà se possono essere comprese in campo patologico e di quale entità si tratta.

Con la musicoterapia, importante si rivela anche l’espressione corporea, la gestualità utilizzata, poiché sono elementi che servono per comprendere come il paziente esprime le sue emozioni con il suo atteggiamento corporeo e con il suo “non dire”. È inoltre interessante notare la differenza tra il non verbale ed il canto; infatti, talvolta, vi sono dei pazienti che sono incapaci di verbalizzare i vissuti del proprio quotidiano e nei momenti in cui questi si sentono accolti e compresi durante questi incontri di musicoterapia, si espongono mediante il canto. Qui, il musicoterapeuta potrà accompagnare il paziente non solo grazie alle sue competenze psicopedagogiche o riabilitative, ma anche grazie al mezzo con cui lo fa: la musica, quale mezzo piacevole che per un attimo fa dimenticare dove ci si trova e aiuta ad entrare in contatto con la parte più profonda di se stessi.

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Valeria Glaray

Laureata in Servizio Sociale ed iscritta alla sezione B dell’Albo degli Assistenti Sociali della Regione Piemonte. Ha un particolare interesse per gli argomenti relativi alla psicologia motivazionale e per le pratiche terapeutiche di medicina complementare ed alternativa. Amante degli animali e della natura.

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