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Nelson Mandela, l’esempio della lotta contro l’apartheid

Nel 2008, Nelson Mandela, nel suo 90° anno, ha chiesto” nuove mani” – “It is in your hands” – per sollevare le afflizioni che colpiscono molte persone nel mondo. Ha invitato tutti ad assumersi la responsabilità attiva di apportare i cambiamenti che si desiderano vedere nella società.

«Ho combattuto contro il dominio bianco e ho combattuto contro il dominio nero. Ho apprezzato l’ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone vivano insieme in armonia e con pari opportunità. È un ideale per cui spero di vivere, e che spero di raggiungere. Ma se necessario, è un ideale per il quale sono pronto a morire». Queste parole sono del leader, politico, ma soprattutto attivista sudafricano, e presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999, Nelson Mandela. È vissuto 95 anni questo premio Nobel per la Pace, morto il 5 dicembre del 2013, 27 dei quali in carcere per le sue idee di lotta al segregazionismo razziale. La politica di segregazione razziale fu istituita nel 1948 dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimase in vigore fino al 1991. Nelson Mandela, leader del movimento anti-apartheid, uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo, optò per un’opposizione non violenta, ma anche per la lotta armata, fino alla prigionia, senza mai arrendersi, tanto da arrivare alle trattative che portarono all’abolizione dell’apartheid all’inizio degli Anni Novanta. “Madiba” era il nome di Mandela all’interno della tribù africana di appartenenza.

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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