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Nuove sconcertanti rivelazioni emergono su ArcelorMittal

In attesa dell’incontro tra governo e vertici di ArcelorMittal, nuove rivelazioni emergono dalle inchieste in corso sull’azienda siderurgica, ma anche da dichiarazioni di dipendenti del colosso franco-indiano. Infatti, pare non sia la prima volta in Italia che il Gruppo ArcelorMittal viene accusato di non rispettare un impegno. La multinazionale era già stata condannata in primo grado, con la conferma in appello, a versare un risarcimento di 23 milioni 745mila euro a un’impresa emiliana danneggiata per un “inadempimento contrattuale”. L’accusa era di aver “mandato a monte un affare già definito”, un accordo di acquisizione del 2008 di Metalsider e Sidermed, due controllate di Finmasi Group, azienda siderurgica con sede a Modena. La vicenda, come si legge nelle carte della causa civile, per una parte è già stata definita in Cassazione e per l’altra, quella che riguarda l’importo definitivo di fatto già pagato ma immobilizzato nelle casse della Finmasi, è in attesa del giudizio della Suprema Corte.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Ad aggiungere altro fuoco sulla società, le ammissioni mandate in onda ieri sera su Canale 5, all’interno del noto programma televisivo “Striscia la notizia”. Due dipendenti hanno affermato: «Un’azienda del Lussemburgo controllata da ArcelorMittal comprava il materiale a Taranto a prezzi molto bassi, e lo rivendeva a dieci volte tanto: l’Ilva moriva nei debiti, le controllate si arricchivano. ArcelorMittal, in Italia, spedisce solo a una società, che ha più sedi sul territorio nazionale, controllata da lei stessa. Questo le permetterebbe di condizionare i prezzi delle compravendite».

intervista striscia la notizia

Nel frattempo i pm Remo Epifani, Raffaele Graziano e Mariano Buccoliero hanno citato a giudizio per il 4 dicembre prossimo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Taranto, gli ex commissari straordinari di Ilva Enrico Bondi e Piero Gnudi e i direttori di stabilimento pro tempore Antonio Lupoli e Ruggero Cola per getto pericoloso di cose e attivita’ di gestione di rifiuti non autorizzata contestati fino all’1 agosto 2015. Dopo due richieste di archiviazione, era stato il gip Vilma Gilli a disporre nuove indagini.

arcelormittal

Gli indagati, secondo l’accusa, nelle rispettive qualità e in concorso e accordo tra loro, omettendo nell’esercizio dell’attività produttiva dello stabilimento siderurgico Ilva sottoposto a commissariamento di adempiere alle prescrizioni Aia (rilasciata il 26 ottobre 2012) nonché alle prescrizioni del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria di cui al Dpcm del 14 marzo 2014. Per l’accusa, avrebbero determinato “illecitamente – è detto nel capo d’imputazione – lo sversamento di una quantità imponente di emissioni diffuse e fuggitive, nocive in atmosfera, emissioni derivanti dall’area parchi, dall’area cokeria, dall’area agglomerato, dall’area altiforni, dall’area acciaieria, e dall’attività di smaltimento operata nell’area GRF, nonché dalle diverse torce dell’area acciaieria a mezzo delle quali (torce) smaltivano abusivamente una grande quantità di rifiuti gassosi”. I pm hanno individuato la parte offesa nel Comune di Taranto (che segue gli sviluppi dell’inchiesta con l’avvocato Rosario Orlando) e il ministero dell’Ambiente. La citazione diretta a giudizio è stata notificata nei giorni scorsi.

ex ilva, Foto Facebook Luciano Manna
Foto Facebook Luciano Manna

Da parte sua ArcelorMittal, da quanto dichiarato ieri dal presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, dopo un incontro con la dirigenza, sembra abbia sbloccato i pagamenti alle aziende dell’indotto: «L’azienda ha mostrato disponibilità, ha avviato i pagamenti e sono arrivati i primi bonifici. Nelle prossime 48 ore dovrebbero esserci tutte le valute dei pagamenti nei termini definiti: il 70% del fatturato agli autotrasportatori, il 100% delle fatture scadute all’indotto». Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Stiamo cercando di riportare Arcelor Mittal all’impegno che aveva sottoscritto un anno fa. Le multinazionali devono rispettare gli impegni presi con lo Stato”.

 

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