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Omicidio Luca Sacchi, colpito con una mazza prima dello sparo

Si aggiunge un nuovo importante tassello al processo per l’omicidio di Luca Sacchi, il personal trainer ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso con un colpo di pistola alla testa davanti a un pub nel quartiere romano di Appio Latino, di cui sono imputati Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris. Su tutti e tre grava l’accusa di omicidio volontario.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti il 23enne, prima di essere freddato dal proiettile letale, sarebbe stato colpito per due volte con una mazza da baseball. Quella sciagurata sera il giovane avrebbe cercato di difendere se stesso e la sua ragazza, Anastasia Kylemnyk, motivo per il quale sarebbe stato colpito due volte con una mazza, compatibile a quella sequestrata a Paolo Pirino.

Luca Sacchi
Luca Sacchi (Facebook)

Ad avallare la tesi i lividi e le ferite al gomito destro e all’avambraccio sinistro rinvenute durante l’autopsia, che secondo i rilievi tecnici non sono compatibili con una caduta in terra successiva allo sparo. Il medico legale Luca Maiese ha confermato i risultati della perizia balistica confermando come Valerio Del Grosso, prima di sparare alla testa del personal trainer romano, avesse preso la mira.

Inoltre l’esame tossicologico ha dimostrato che Sacchi prima del fatidico incontro non avesse assunto né droghe e né alcol, test che dimostrerebbe come il giovane fosse lucido e fosse quasi impossibile che avesse provocati i suoi aguzzini.

Carlo Saccomando

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