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Ore decisive per il governo, Salvini: “Mi candiderò premier”

È in atto una crisi di governo senza precedenti: la coalizione formata da Lega e Movimento 5 Stelle sta vivendo la crisi più profonda dalla sua nascita, sembra che la XVIII legislatura sia destinata a cadere dopo appena un anno e quattro mesi ( ad oggi sono 504 giorni).

La mozione contro la realizzazione della Tav, da parte di M5S,è stata la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso, evento capace di far emergere prepotentemente le divergenze di idee tra le due anime dell’esecutivo. La tensione è alle stelle, fomentata sopratutto dai recenti scambi di accuse tra gli alleati della maggioranza.

Il vicepremier Matteo Salvini, ieri sera impegnato nel comizio di Pescara, di fronte ai suoi sostenitori ha affermato: “Non c’è più una maggioranza, restituiamo la parola agli elettori e mi candiderò premier.” Il ministro dell’Interno ha espresso chiaramente la volontà di andare al voto: “Piuttosto che tenere fermo il Paese, diamo la parola agli italiani, che ci diranno cosa bisogna fare. Non mi interessa tornare al vecchio, se devo mettermi in gioco con un’idea di futuro lo faccio da solo e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio.” Quest’ultima frase rappresenta una netta apertura verso Fratelli d’Italia e Forza Italia, con cui i rapporti negli ultimi tempi si erano notevolmente raffreddati

salvini premier

L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, appoggia le parole del premier Conte e attacca apertamente il suo collega: “Salvini mette i sondaggi davanti agli interessi del Paese. La Lega ha tradito l’Italia. Fa cadere il governo che aveva dato una nuova speranza contro il sistema in questo Paese. E’ venuto a Roma per fare questo dopo essere stato due settimane in spiaggia“. Il ministro del Lavoro non vede di buon occhio delle possibile elezioni, poiché ipotizza che il futuro esecutivo si possa insediare solo a dicembre e che una mossa del genere farà aumentare sicuramente l’Iva.

Forse a spaventare il capo politico pentastellato non sono solo queste cause, ma anche l’andamento elettorale del movimento dal 2018 al 2019, che ha subito nelle ultime tornate elettorali un calo del 15,5% (dal 32,6% al 17,1%), a differenza della Lega che ha visto aumentare i propri voti del 17,1% (dal 17,3% al 34,4%).

Carlo Saccomando

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