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Oscar, Pierfrancesco Favino tra i nuovi membri dell’Academy Awards

Il talentuoso attore romano è tra i nuovi 800 giurati selezionati nel 2020.

‘Na vorta ce stavano i ruoli per gli attori, ora li fa tutti Favino!” Questa è una delle battute più esilaranti della famosa serie cult italiana ‘Boris‘, nell’episodio della terza stagione in cui l’attore comico Nando Martelloni, interpretato da Massimiliano Bruno, si sfoga con lo stagista Alessandro affermando di quanto sia difficile trovare un’ingaggio da protagonista nel cinema italiano in quanto li vuole interpretare tutti Favino.

Va considerato che la battuta risale a marzo del 2010, ben 10 anni fa, ma in sostanza non è cambiato nulla perché l’attore romano continua ad essere considerato tra i migliori interpreti italiani e di conseguenza tra i più richiesti dai registri di mezzo mondo. Per molti sarebbe addirittura meritevole dell’Oscar e ci è andato molto vicino dal momento che il film “Il traditore“, di cui è protagonista, nel 2020 è stato selezionato dall’Academy per rappresentare l’Italia nella sezione del miglior film in lingua straniera. Ma purtroppo la pellicola non è stato selezionata nella cinquina finale.

favino Academy Award

Ma nonostante il mancato approdo nella shortlist Pierfrancesco Favino ha raggiunto un’altro importante riconoscimento: è tra i nuovi membri italiani dell’Academy Awards per il 2020, che voteranno per i prossimi Oscar. Il suo nome si va ad aggiungere agli oltre 800 nuovi selezionati quest’anno, tra cui si sono altri esimi rappresentanti italiani come il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera e il neo direttore del Festival di Berlino Carlo Chatrian, le registe Francesca Archibugi, Cristina Comencini, Maria Sole Tognazzi, i montatori Francesca Calvelli, Roberto Perpignani, i costumisti Nicoletta Ercole, Massimo Cantini Parrini, la truccatrice Esmè Sciaroni (nata in Svizzera), i compositori Andrea Guerra e Lele Marchitelli, le scenografe Livia Borgognoni e Paola Comencini, le animatrici Emanuela Cozzi e Giovanna Ferrari, il tecnico del suono Adriano Di Lorenzo, il tecnico degli effetti digitali Luca Fascione, l’ufficio stampa Claudia Tomassini e la produttrice Elda Ferri.

Favino e gli altri si uniscono agli italiani che già votano ogni anno per gli Oscar avendo vinto in passato una statuetta, ricevuto una nomination o un invito.

Per il 2020, saranno oltre 10 mila i votanti, dei quali quasi la metà di nazionalità non statunitense, provenienti da 68 Paesi diversi, il 45% sono donne, il 36% da comunità etniche poco rappresentate in passato. Dovranno selezionare 75 pellicole a cui dare la nomination, mentre saranno 15 i vincitori della celeberrima statuetta dorata, che simboleggia il premio cinematografico più prestigioso e antico al mondo.

L’augurio a Favino è che oltre i tre David di Donatello, i quattro Nastri d’argento e altri importanti premi nazionali ed internazionale, un giorno possa ricevere almeno una nomination all’Oscar. In primis perché se lo meriterebbe. E poi vuoi vedere che con tutti i film che ogni anno riesce a fare prima o poi non gliene capiti uno che vada bene alla giuria degli Oscar? Quella giuria incontentabile di cui, da oggi, anche lui fa parte.

Carlo Saccomando

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