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Palazzo Pitti, la più grande reggia di Firenze, simbolo dei Medici

FIRENZE. Si sono succedute, dal suo primo proprietario Luca Pitti, tre dinastie nella reggia fiorentina conosciuta nel mondo con il nome di Palazzo Pitti, acquistato da Cosimo I de’ Medici e dalla moglie Eleonora di Toledo nel 1550, che lo ha fatto diventare il simbolo del potere della famiglia sulla Toscana. Nei secoli, altre due case reali presero dimora qui: gli Asburgo-Lorena dal 1737, e i Savoia dal 1865. Oggi sede di quattro musei, il Tesoro dei Granduchi al pianterreno, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali al piano nobile, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume al secondo piano, il palazzo fu edificato nel Quattrocento dal banchiere fiorentino Luca Pitti, forse su progetto di Brunelleschi, al di là dell’Arno, ai piedi della collina di Boboli.

Bartolomeo Ammannati, architetto di Cosimo I de’ Medici, ampliò il corpo di facciata, la parte retrostante, e alle spalle poi prese vita il giardino all’italiana di Boboli, modello per le regge di tutta Europa. Sotto i Lorena si costruirono le due ali avanzanti del palazzo, a portici e terrazze, detti Rondò. L’ampliamento della residenza portò a ospitare magnifiche collezioni d’arte nelle sale affrescate dai migliori artisti dell’epoca. Dopo i regnanti, Palazzo Pitti fu donato nel 1919 allo Stato italiano, insieme con la piazza, e Boboli. Il giardino è popolato da statue antiche e rinascimentali, grotte, grandi fontane, il settecentesco padiglione del Kaffeehaus, raro esempio di architettura rococò in Toscana, e la Limonaia, costruita da Zanobi del Rosso fra il 1777 e il 1778.

interno pitti

Gli Appartamenti Reali comprendono 14 sale, mentre sei appartengono all’Appartamento degli Arazzi. Tra queste, oltre alla sala dei pappagalli e a quella del trono, caratteristico è il Quartiere delle Stoffe, costituito da tre sale, così chiamato per i rivestimenti ottocenteschi delle pareti laterali, che si caratterizzano per i raffinatissimi tessuti di seta. I diversi colori dei tessuti utilizzati conferiscono la denominazione alle rispettive sale che costituiscono il quartiere.

Giardino di Boboli
Giardino di Boboli

La Galleria degli Uffizi, al primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari, il quale ideò il Corridoio Vasariano, un percorso di circa un chilometro che collega gli Uffizi con Palazzo Pitti, rappresenta uno dei musei più famosi al mondo. Qui si possono ammirare collezioni di sculture antiche, e pitture, con capolavori italiani di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, ma anche europei. Inoltre, statue e busti antichi abbelliscono i corridoi della Galleria.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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