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Papa Francesco ha creato tredici nuovi cardinali

ROMA. La Chiesa ha tredici nuovi cardinali. A crearli è stato papa Francesco nel Concistoro che si è svolto nella Basilica di San Pietro. Bergoglio nell’omelia ha tracciato il profilo dei pastori della Chiesa: “leali”, capaci di “avere compassione”, accantonando atteggiamenti “di condanna” e “indifferenza”. In una parola, uomini che non delegano ad altri, “lavandosene le mani”. Proprio la parola compassione è stata la chiave dell’omelia del Papa per la creazione delle nuove berrette rosse: “È viva in noi la coscienza di questa compassione di Dio per noi? Non si tratta di una cosa facoltativa, e nemmeno, direi, di un ‘consiglio evangelico’. No. Si tratta di un requisito essenziale. Se io non mi sento oggetto della compassione di Dio, non comprendo il suo amore. Non è una realtà che si possa spiegare. O la sento o non la sento. E se non la sento, come posso comunicarla, testimoniarla, donarla? Concretamente: ho compassione per quel fratello, per quel vescovo, quel prete?… Oppure sempre distruggo con il mio atteggiamento di condanna, di indifferenza?”.

Dei tredici nuovi cardinali, dieci potrebbero partecipare a un eventuale Conclave, avendo meno di 80 anni d’età. Tre dei nuovi porporati, invece, hanno già superato la soglia fissata a suo tempo da Paolo VI (e confermata dai suoi successori) che esclude dalla partecipazione al Conclave.

Questo l’elenco completo dei nuovi cardinali: il vescovo comboniano spagnolo Angel Ayuso Guixot, 67 anni, da maggio presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; l’arcivescovo portoghese José Tolentino Mendonca, 54 anni a dicembre, dal 2018 archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa; l’indonesiano Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, 69 anni, dal 2010 arcivescovo di Jakarta; il cubano Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, 71 anni, dal 2016 arcivescovo di San Cristobal de La Habana; il cappuccino africano Fridolin Ambongo Besungu, 59 anni, dal 2018 arcivescovo di Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo; il gesuita Jean-Claude Hollerich, 61 anni, dal 2011 arcivescovo di Lussemburgo e dal 2018 presidente della Comece; il guatemalteco Alvaro L. Ramazzini Imeri, 72 anni, dal 2012 vescovo di Huehuetenamgo; l’italiano Matteo Zuppi, 64 anni, dal 2015 arcivescovo di Bologna; il salesiano spagnolo Cristobal Lopez Romero, 67 anni, dal 2017 arcivescovo di Rabat in Marocco dopo aver lavorato in Paraguay dal 1986 al 2011; il gesuita slovacco-canadese Michael Czerny, 73 anni, dal 2016 sottosegretario della Sezione Migranti del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

I tre senza diritto di voto in un eventuale conclave sono Michael Louis Fitzgerald, padre bianco, 82 anni, presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso dal 2002 al 2006 quando fu inviato nunzio in Egitto, il gesuita lituano Sigitas Tamkevicius, 81 anni a novembre, dal 1996 al 2015 arcivescovo di Kaunas ed Eugenio Dal Corso, originario del veronese dell’Opera don Calabria, 80 anni di cui 11 trascorsi in Argentina, arcivescovo emerito di Benguela in Angola dove è rimasto come semplice missionario.

I cardinali da oggi diventano 225 di cui 128 con diritto di voto in un eventuale Conclave. Viene superato quindi, ma non è la prima volta (era già successo anche nei pontificati precedenti ma non con Paolo VI), il limite di 120 fissato da papa Montini nel 1973. E per la prima volta i cardinali creati da papa Francesco, 67, sono la maggioranza assoluta.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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