• 22 Gennaio 2021
  • ATTUALITA'

Per Spadafora la riapertura di palestre e piscine entro gennaio è un obiettivo possibile

Senza utilizzare mezzi termini si può affermare che il 2020 è stato un ‘annus horribilis‘ per tutti i lavoratori e gli imprenditori che operano nel settore legato a palestre, piscine e degli impianti sportivi in genere. Senza dimenticare tutti i clienti che hanno dovuto rinunciare alla tanto amata attività fisica e che in alcuni casi hanno addirittura visto andare a scadenza il proprio abbonamento, vedendosi negata la possibilità di recuperare i mesi non utilizzati da parte dei proprietari o dei gestori di attività, nonostante avessero pagato anticipatamente l’abbonamento.

La situazione drammatica per il settore era cominciata la scorsa primavera, con il primo stop sancito dal governo, in occasione del lockdown, a causa della prima ondata del Sars-Cov-2. Mentre un ulteriore stop era avvenuto in pieno autunno: la seconda ondata del virus in Italia aveva costretto l’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte ad emanare il Dpcm del 24 ottobre imponendo un nuovo blocco a tutte quelle attività nelle quali il rischio di diffusione epidemiologica è più alto. Provvedimento che è stato confermato anche nell’ultimo Dpcm, del 3 dicembre, che ha sancito la chiusura di piscine, palestre e impianti sportivi fino al 15 gennaio.

Sul tema è intervenuto stamane il ministro delle Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora che intervistato dal programma di Raitre Agorà ha voluto lanciare quello che ha definito un segnale di tranquillità’ affermando che il governo sta pensando seriamente alla possibilità di far riaprire palestre, piscine e centri di danza entro la fine di gennaio seppur con alcune limitazioni.

Spadafora ha ricordato che già prima dell’ultimo stop forzato dello scorso ottobre l’esecutivo, con la preziosa collaborazione del Comitato tecnico scientifico, aveva predisposto un protocollo rigido al quale attenersi e al quale quasi sicuramente ci si dovrà attenere anche nei mesi a venire. Senza dimenticare la concessione di un consistente contributo a fondo perduto atto a sostenere le spese effettuate per mettersi in regola. In sintesi, dopo un’ulteriore scrupolosa valutazione da parte del Cts, il ministro pensa che la riapertura a fine gennaio 2021 sia un obiettivo assolutamente raggiungibile. Ma la decisione definitiva verrà presa dopo il 6 gennaio e molto dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica nel Paese.

Per la riapertura si sta pensando ad alcune regole e limitazioni che dovranno essere seguite in maniera rigida: in palestra ad esempio saranno contingentati gli ingressi, ovvero in base alla superficie della struttura sarà stabilito un numero massimo di clienti in contemporanea, per agevolare questo passaggio quasi sicuramente si obbligherà gli utenti a prenotare la propria sessione, sarà vietato l’uso della doccia, sarà obbligatorio indossare la mascherina nei luoghi comuni e quando non si è impegnati nell’attività sportiva o in un esercizio e sarà d’obbligo sanificare gli attrezzi dopo averli utilizzati. Mentre in piscina si valuta l’ipotesi che ogni persona utilizzi un’unica corsia dedicata.

palestre piscine

Il vaccino anti Covid e il mondo dello sport: obbligatorio per calciatori e atleti olimpici azzurri?

Per quanto riguarda l’universo sportivo e l’approccio al vaccino anti Covid hanno destato grande interesse le parole del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che ieri ha invocato “il vaccino obbligatorio” per il mondo del calcio professionistico. Nonostante abbia ribadito il rispetto della libertà personale altrui nel contesto specifico l’opinione di Ghirelli è che “la scelta personale” debba cedere il passo “al bene collettivo”.

Un tematica ala quale si ricollega il pensiero di Spadafora al quale è stato domandato se reputa opportuno o meno l’obbligo di vaccinare gli atleti che andranno o che potrebbero partecipare ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo. Secondo il ministro “tutto il mondo dello sport deve essere coinvolto da tutti i punti di vista” nell’operazione vaccino anti Covid, perché “deve essere di esempio e può farlo (il vaccino) per prepararsi a questa grande competizione.

Carlo Saccomando

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