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Pomodori verdi fritti, una ricetta che evoca un cult del grande schermo

Vi ricordate quel bellissimo film del ’91 dal titolo evocativo Pomodori verdi fritti alla fermata del treno? Tratto a sua volta dal libro Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop. Romanzo e pellicola a parte, basta evocarli e già ci viene l’acquolina in bocca anche se, onestamente, non li abbiamo mai trovati nei ristoranti. Di certo, ora che li abbiamo preparati, possiamo dirvi che sono dorati, gustosi e irresistibili.

La ricetta, tipica della tradizione dei paesi del sud degli Stati Uniti, dopo l’uscita del libro e a seguire del film è diventata anche popolare in Italia, complice una certa facilità nella preparazione e un sapore unico. A differenza di quelli rossi, i pomodori verdi sono molto sodi e quasi del tutto privi di semi, da non confondere assolutamente con i pomodori verdi ancora acerbi.

pomodori verdi fritti
Una scena del film “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

I pomodori verdi fritti danno vita a un piatto che rende la cucina più appetitosa, non solo per il colore lussureggiante, ma anche per una croccantezza nuova, da proporre come antipasto o come contorno. Una volta lavati e tagliati a fette, il difficile sarà realizzare la pastella.

Ingredienti

4 pomodori verdi medi; 2 uova, 80 g farina; 80 g farina di mais fioretto, 10 g. di zucchero; sale fino q.b.; pepe nero q.b..

Preparazione

Dopo aver setacciato 80 grammi di farina di mais e altri 80 grammi di farina 00 unendoli con 10 grammi di zucchero, preparare a parte due uova sbattute insieme al sale e al pepe. A questo punto non resterà che passare le fette di pomodoro prima nelle uova e poi nel mix delle due farine per ben due volte: solo dopo averli cotti nell’olio bollente e averli tirati fuori al momento giusto, belli dorati, saranno pronti da gustare e per essere serviti ben caldi, con un’attenzione particolare a non sovrapporli una volta stesi sul vassoio ricoperto da abbondante carta assorbente.

Consigli utili

I pomodori verdi fritti si possono accompagnare ad una salsa tartare. E per gustarne la croccantezza è consigliabile consumarli appena preparati, in alternativa potete conservarli per un giorno in frigorifero. Si sconsiglia la congelazione.

Piero Abrate

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Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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