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Ponte Morandi, le pile 11 e 12 crolleranno in soli 6 secondi

GENOVA. Domani, venerdì 28, è il giorno della demolizione con l’esplosivo del moncone Est del ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 provocando la morte di 43 persone. Un giorno importante da un punto di vista simbolico e pure concreto, così come concreti saranno i problemi per chi dovrà spostarsi verso Genova o all’interno di Genova, anche non nelle immediate vicinanze dell’area della demolizione. In effetti, l’autostrada A7 Genova-Milano tra l’allacciamento con la A12 e la barriera di Genova Ovest sarà chiusa dalle 7 alle 22.

In 6 secondi cadranno le pile 10 e 11 del Morandi per l’esplosione di oltre una tonnellata di dinamite. Ventimila i metri cubi di calcestruzzo e acciaio che finiranno a terra. Non sarà un collasso: le due pile si piegheranno una verso l’altra, in maniera controllata grazie alla sequenza ravvicinata di deflagrazioni e poi cadranno a terra in grossi pezzi. Le vibrazioni avranno durata brevissima e saranno limitate, almeno quelle che potrebbero provocare danni nella zona rossa, più ridotta rispetto al raggio di evacuazione.

Circa 500 persone con problemi e donne incinte lasceranno le loro abitazioni dalla sera prima. Oltre 3400 persone saranno sfollate dalle 5.30 della mattina. Per loro buoni pasti e strutture dove passare la giornata. Mille persone non sono state ancora rintracciate. L’esplosione ci sarà alle 9: se non ci saranno polveri torneranno a casa alle 22.

Saranno circa 3400 le persone coinvolte dal piano di evacuazione tra residenti e domiciliati: circa 500 persone con problemi e donne incinte lasceranno le loro abitazioni già stasera (giovedì) . Per loro buoni pasti e strutture dove passare la giornata. L’esplosione è prevista per le ore 9: se non ci saranno polveri tutti potranno tornare alle loro abitazioni alle 22.

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