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Prescrizione, Renzi: “No a cittadini in imputati a vita”

Matteo Renzi va all’attacco. È il nodo della prescrizione ad agitare le acque all’interno della maggioranza. Secondo alcune fonti interne ad Italia Viva si fa sempre più concreta l’ipotesi di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Il fondatore e leader di Italia Viva, stamane nel corso di un’intervista esclusiva concessa al programma Agorà, in onda su Rai Tre, ha ribadito la propria opinione sulla prescrizione: “Non si possono trasformare i cittadini in imputati a vita. Quindi sulla prescrizione noi non molliamo“. In seguito ha aggiunto “Se qualcuno vuole mettere una bandierina e trasformare un partito riformista in un partito giustizialista, beh, con Italia Viva ha sbagliato destinatario, con altri non so“.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (Twitter)

Matteo Renzi vs AlfonsoBonafede

Alla domanda se Bonafede sia all’altezza del ruolo che ricopre, Renzi ha sferrato una stoccata nei confronti del ministro : ”Lo vedremo da come gestirà questa vicenda. Fino a questo momento, come sa, io ho un giudizio molto negativo del ministro Bonafede per l’atteggiamento che egli ha tenuto durante il governo con Salvini. La concezione giuridica di Bonafede non è la mia…”.

Renzi sui social network

Per giorni hanno detto che Iv avrebbe mollato e che mi sarei venduto per due poltrone. Fake news, non si molla. Se davvero presenteranno decreto o emendamento su prescrizione noi voteremo contro“, ha affermato Matteo Renzi in sui social, seguito da un secondo post più distensivo nei confronti degli alleati di governo: “Se il Governo evita forzature/emendamenti sulla prescrizione nel Milleproroghe fa una scelta di buon senso. Bene così. Quando in Aula si parlerà di giustizia difenderemo con avvocati e cittadini le posizioni garantiste contro ogni populismo. Adesso focus su tasse e cantieri.”

renzi prescrizione
Matteo Renzi (Twitter)

Le dichiarazioni del Pd

In una nota la vicecapogruppo Pd alla Camera Michele Bordo ha dichiarato: “Prendiamo atto con soddisfazione che Matteo Renzi e Italia Viva hanno finalmente compreso che la loro contrarietà alle modifiche sostanziali concordate nella maggioranza sulla prescrizione avrebbe lasciato in vigore, purtroppo, la riforma Bonafede che loro stessi contestano. Meglio tardi che mai: avevamo detto sin dall’inizio che gli ultimatum erano sbagliati; siamo contenti adesso che Italia Viva abbia assunto una nuova posizione facendo marcia indietro“.

Meno distensive le parole del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che si è espresso in merito alla posizione di Italia Viva sulla prescrizione e degli scontri continui di Iv con il M5s: “Nessuno abusi del senso di responsabilità e della pazienza del Partito democratico. Nicola Zingaretti con grande senso dello Stato ha trasformato il Pd nel partito che si è messo sulle spalle le responsabilità maggiori per ricucire il Paese nei numerosi strappi, anche sociali, alimentati in questi anni dalla Lega e dai nazionalisti“.

Lo stesso segretario del Pd incalzato sul tema aveva affermato che era giunto il momento di farla finita con “le polemiche e le picconate”. Secondo Zingaretti sarebbe giunta l’ora di “riaccendere l’agenda per il lavoro e la crescita, lo sviluppo e gli investimenti, sulla scuola, l’economia e il lavoro ripartendo da uno spirito che deve essere unitario“, questo perché i cittadini italiani “si aspettano una comunità che produca i fatti“.

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