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Rapimento Silvia Romano, richiesta di rogatoria da Roma

ROMA. La Procura di Roma è in attesa di una risposta dalle autorità kenyote dopo l’invio di una rogatoria internazionale in relazione alla vicenda di Silvia Romano, la volontaria milanese di 23 anni rapita il 20 novembre scorso mentre si trovava nel villaggio di Chakama. A piazzale Clodio si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo.

Nella rogatoria gli inquirenti chiedono, agli omologhi kenyoti, di potere condividere gli elementi di indagine acquisiti dalla magistratura locale e in particolare le testimonianze e l’attività istruttoria svolta per risalire agli autori del rapimento. Questo si delineerebbe in un contesto informale di cortesia internazionale, in quanto allo stato attuale ancora mancano trattati di cooperazione tra i due Paesi. In questo ambito rientra anche la richiesta trasmessa via Interpol di potere inviare un pool di investigatori italiani ma anche in questo caso le autorità africane non hanno dato alcuna risposta. A piazzale Clodio si fa notare che la scelta della Procura e dei Ros di inviare un team di inquirenti “è segno di particolare attenzione poiché fatta solo in casi particolari”.

Silvia Romano (Facebook)

Il premier Giuseppe Conte era intervenuto una settimana fa sulla vicenda e aveva dichiarato: “Il caso di Silvia Romano lo stiamo seguendo dal giorno in cui è stata rapita, attraverso canali di discrezione ovviamente. Più che i canali diplomatici è la nostra intelligence che ci sta lavorando. C’e’ stato un attimo in cui sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano. Purtroppo, però, sono gruppi che sono stati individuati ma non siamo ancora riusciti a venirne a capo“.

Silvia Romano (Facebook)

Silvia Romano, la giovane volontaria italiana sequestrata in Kenya, è un’istruttrice di ginnastica e si è laureata lo scorso febbraio. Poco prima del rapimento era impegnata in una raccolta fondi della onlus “Africa Milele Onlus” finalizzata all’acquisto di una cisterna per il recupero dell’acqua piovana dal tetto di una ludoteca. Il rapimento era avvenuto in un villaggio vicino Malindi,e a dicembre era stato posto agli arresti Ibrahim Adan Omar. Gli altri due sospettati per il sequestro della cooperante, Yusuf Uno Adan e Said Adan Abdi, non sono mai stati trovati, nonostante la polizia keniota abbia messo una taglia di un milione di scellini (circa 8.500 euro) a chiunque fornisca informazioni utili alla loro cattura.

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