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Repubblica Ceca, sparatoria in un ospedale di Ostrava: il bilancio è di 6 morti

Un tragico atto di follia si è verificato questa mattina all’interno dell’ospedale universitario di Ostrava, cittadina situata parte nord-orientale della Repubblica Ceca, a circa 300 km a est da Praga: un uomo armato si è introdotto all’interno del complesso ospedaliero ed ha ucciso sei persone, oltre a provocare diversi feriti. Il killer non è stato arrestato ed è attualmente in fuga. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, l’ospedale è stato evacuato.   

A fornire il bilancio delle vittime è stato il ministro dell’interno Jan Hamacek, conferma che in seguito è arrivata anche da parte del primo ministro Andrej Babiš nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva di stato ceca. Il governatore della Regione Moravia-Slesiana, Ivo Vondrak, ha dichiarato che la sparatoria è stata “una grande tragedia“.

sparatoria ospedale Ostrava
Agenti di polizia sul luogo della sparatoria (Twitter)

Non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto. Secondo le prime ricostruzioni l’incidente è avvenuto poco dopo le 7 del mattino. Alcune riprese del circuito interno di sorveglianza, come quelle del reparto di traumatologia, hanno mostrato agli inquirenti che l’omicida è un uomo alto circa un metro e ottanta e al momento della fuga indossava un giubbotto rosso. La polizia ha inoltre affermato che dopo aver ricevuto l’allarme i primi agenti sono intervenuti sul luogo della sparatoria nel giro di cinque minuti.

Un medico che in quel momento si trovava in servizio all’interno dell’ospedale ha riferito al sito Web di Aktualne che il personale era stato rinchiuso in un corridoio in attesa della fine della situazione di emergenza.

Le autorità hanno messo in campo tutti i mezzi e le forze possibili per catturare il fuggitivo: dall’uso di elicotteri alle forze speciali. “La polizia è impegnata assiduamente nella ricerca del assassino” ha dichiarato via Twitter la polizia ceca, che ha aggiunto “Chiediamo a tutti i cittadini la massima collaborazione“.

Carlo Saccomando

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