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Roma, al Bambino Gesù separate due gemelline siamesi unite per la testa

Si tratta del primo intervento di questo genere riuscito con successo. Per le gemelle di due anni, originarie del Centrafrica, si trattava del terzo intervento.

Quest’oggi all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per la prima volta al mondo è stato effettuato con successo un’intervento che ha permesso di separare due gemelle siamesi unite per la testa. Le piccole sono originarie del Centrafrica, più precisamente della capitale Bangui, città dove il presidente dell’ospedale, Mariella Enoc, nel 2018 era in visita per seguire i lavori di ampliamento della struttura pediatrica voluta da Papa Francesco. Il destino ha voluto che la Enoc venisse a conoscenza della storia delle due bimbe e decidesse di portarle in Italia a settembre dello tesso anno.

In sala operatoria, vista la complessità dell’intervento, erano presenti oltre trenta persone tra medici, chirurghi e infermieri. Secondo i medici il rischio che si verifichi un’infezione non è ancora del tutto escluso, ma i controlli post-operatori indicano che il cervello è integro e il sistema ricreato funziona. Da oggi le due bambine avranno la possibilità di crescere regolarmente e avere una vita normale.

gemelli siamesi unite testa

Ervina e Prefina, questi i delle due gemelline, hanno compiuto 2 anni il 29 giugno scorso e sono ricoverate nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale in due lettini vicini insieme alla madre. Sono venute al mondo con una tra le più rare e complesse forme di fusione cranica e cerebrale tra i gemelli siamesi: sono craniopagi totali, vale a dire unite a livello cranico e cerebrale.

Avevano in comune le ossa dell’area posteriore del cranio e il sistema venoso. Ora stanno bene“, ha precisato l’ospedale. Si tratta “del primo caso in Italia – e probabilmente l’unico al mondo (in letteratura non sono descritte operazioni simili) – di intervento riuscito su una coppia di craniopagi totali posteriori“, precisano i medici dell’ospedale del Gianicolo.

Pur avendo tante cose in comune, hanno personalità diverse e per farle conoscere e riconoscere si usa un sistema di specchi. Attraverso questo sistema si è scoperto che Prefina è giocherellona e vivace, mentre Ervina più seria e osservatrice. L’intervento è durato 18 ore circa ed è stato preparato anche con diverse operazioni preparatorie intermedie pianificate da un team multidisciplinare con l’ausilio di sistemi di imaging avanzati in grado di ricostruire in 3D la scatola cranica delle bambine.

Con queste tecnologie, combinate tra loro, è stata ricreata in 3D la scatola cranica delle bambine con tutti i dettagli anatomici interni, compresa la rete vascolare. Contemporaneamente, è stato possibile valutare la funzionalità delle singole strutture del cervello, quantificare il flusso sanguigno e fare una previsione di come avrebbe funzionato il nuovo sistema dopo gli interventi. In sala operatoria sono stati utilizzati i più avanzati sistemi di neuronavigazione, strumenti particolarmente utili in casi così complessi e rari che indicano al chirurgo, con precisione millimetrica, la posizione delle strutture più delicate“, conclude il Bambino Gesù.

La parte più difficile è la rete di vasi sanguigni cerebrali condivisa in più punti. Intervenire chirurgicamente lì presenta un alto rischio di emorragie e ischemie. Da qui la decisione di procedere per tre fasi, per ricostruire due sistemi venosi indipendenti, in grado di contenere il carico di sangue che va dal cervello al cuore. Il primo intervento è stato eseguito a maggio 2019, il secondo a giugno 2019 e il terzo a giugno 2020 con la separazione definitiva, che è avvenuta con successo.

Carlo Saccomando

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