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Roma, medico multato mentre cerca i cavi per rimettere in moto l’auto

Ne sentiamo parlare tutti i giorni, sono coloro i quali combattono in prima linea la dura battaglia contro quel temibile nemico silenzioso e invisibile chiamato Coronavirus, e che rischiano ogni santo giorno la propria vita cercando di salvare quella altrui. Li abbiamo chiamati eroi, angeli custodi e guerrieri. Abbiamo osservato sulla loro pelle i segni che i dispositivi di protezione individuale possono lasciare dopo una dura giornata di lavoro.

Li abbiamo visti accasciarsi esausti in ospedale, per pochi minuti, sopra un giaciglio improvvisato, così come li abbiamo ammirati in alcuni video sul web sprizzanti di energia a fine turno mentre improvvisano una coreografia o una canzone per cercare di risollevare l’umore ai pazienti, alle proprie famiglie, che ormai riescono a vedere raramente, e più in generale a tutti gli italiani. Sono stati, e sono ancora oggi, l’esempio da seguire.

Metaforicamente possono essere considerati “le braccia” del nostro Paese: quelle braccia capaci di curare e nello stesso tempo di sostenere gli italiani quando ne avevano più bisogno. E di cui tutt’ora continuiamo a necessitare. Stiamo parlando di tutto il personale sanitario e medico d’Italia.

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Anna D’Angelillo (Facebook)

Nonostante gli innumerevoli attestati di stima, complimenti, ringraziamenti, tributi e onori, c’è qualcosa che ogni tanto non va come dovrebbe andare. È la storia di Anna D’Angelillo, una giovane dottoressa romana che presta servizio presso il reparto di malattie infettive del Policlinico Gemelli, che ieri ha vissuto un’episodio alquanto spiacevole.

Il medico aveva deciso di utilizzare il giorno libero, la coincidenza ha voluto che fosse Pasquetta, per recarsi da un collega e recuperare i cavi della batteria per poter rimettere in funzione il proprio mezzo. Durante il tragitto è stata inoltre aiutata da una pattuglia della Guardia di Finanza che ha capito le motivazioni della giovane e l’ha aiutata a rimettere in moto la vettura. Nonostante ciò in seguito è stata fermata dalla Polizia che non ha voluto sentire alcuna ragione e le ha inflitto una multa di 533 euro in quanto “veniva colta in strada alla guida del suddetto veicolo senza giustificato motivo“.

Anna ha così deciso di scrivere su Facebook alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, per raccontarle l’accaduto. Nel post sono due i passaggi che, a parte la storia già ampiamente raccontata, colpiscono maggiormente l’attenzione dei lettori: il primo riguarda la sua professione “medico in formazione specialistica presso il reparto di malattie infettive del Policlinico Gemelli” che non presta un servizio qualsiasi, ma è “quotidianamente impegnata nell’assistenza ai pazienti affetti da Covid-19.” Ruolo fondamentale per la lotta al Coronavirus. Il secondo fa riferimento alla sanzione “Questi 533 euro li scalerò dalla mia busta paga, già ridicola di fronte agli straordinari, ai rischi e e ai sacrifici di questi mesi.

Questi due passaggi sono posizionati all’inizio e alla fine del messaggio, quasi a riassumere la triste considerazione che fa la giovane dottoressa fa nella sua testa e che proviamo a intuire: “Nonostante tutto quello il personale sanitario e medico fa per il prossimo, sopratutto per il bene comune più importante, “la salute pubblica“, è possibile che ci sia qualcuno che ancora non riesca a comprenderlo? Quanto vale il nostro lavoro? Quanto valgono le vite che ogni giorno salviamo? E sopratutto quanto vale la nostra vita?”.

Sicuramente si tratta di un caso isolato, supportato anche dal fatto che 150 metri prima del fermo da parte della polizia una pattuglia di finanzieri abbia aiutato la donna. Inoltre siamo certi che la sindaca Raggi risponderà all’appello della giovane e troverà una soluzione. Parlare di questo caso fa bene, soprattutto perché bisogna ricordare che sono attualmente impiegati sul territorio nazionale migliaia di agenti delle forze dell’ordine che lavorano per la messa in sicurezza del Paese. Dopo aver letto questa notizia la maggior parte degli agenti, se non la quasi totalità, si sarà schierato dalla parte di Anna e farà di tutto perché un episodio simile non accada più.

Carlo Saccomando

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