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Safesharks, il progetto del Wwf per salvare gli squali

MONOPOLI. Rappresentano una delle 20 specie più a rischio di estinzione gli squali Verdesca (Prionace glauca), i primi quattro dei quali, “sentinella”, nuotano in questi giorni nel basso Adriatico, per far conoscere in diretta il loro comportamento (durata immersione, spostamenti). Tutto questo è possibile grazie ai “tag” satellitari dei ricercatori del progetto “Safesharks” del Wwf, che ha diffuso una nota, condotto con Coispa, Inca, e la comunità di pescatori di Monopoli, la più importante dell’Adriatico per il pesce spada. Questi animali sono lunghi circa un metro e mezzo, si trovano a nord del Gargano, e, dai primi dati, sembrerebbero spostarsi in direzione sud. Il Safesharks è il primo esperimento di questo tipo in questo punto del Mediterraneo, perché le Verdesche sono tra gli squali più colpiti dal “bycatch”, l’azione che cattura involontariamente tutti gli organismi in mare insieme con la specie ricercata durante l’attività di pesca professionale e sportiva. L’obiettivo del progetto è quindi proprio valutare le probabilità di sopravvivenza dopo la liberazione, studiando con i pescatori le linee guida per le tecniche di rilascio ottimali.

squalo, safesharks
Foto Brent Stirton (Getty Images)

“Gli squali appartengono alla famiglia dei grandi predatori e influenzano a cascata l’intera struttura degli ecosistemi ed il loro buon funzionamento. Diverse specie di squali rischiano di scomparire per sempre. Dobbiamo agire immediatamente per proteggerli e ripristinare il loro ruolo all’interno degli ecosistemi marini”, riporta il sito del Wwf.

Gli obiettivi del progetto Safesharks sono quattro:

  1. ​aumentare la conoscenza dello stato ecologico degli squali e del fenomeno della cattura accidentale;
  2. individuare insieme ai pescatori migliori pratiche di rilascio degli squali per migliorare la sopravvivenza dopo la cattura e il conseguente rilascio​;
  3. valutare il fenomeno della frode alimentare;
  4. rendere prioritario a livello di istituzioni nazionali (Italia e Albania) la gestione e la creazione di misure di conservazione appropriate per combattere il fenomeno della pesca accidentale di squali e la frode alimentare.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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