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Salvini-Di Maio, scontro a distanza su famiglia e diritti

VERONA. Si chiuderà oggi il congresso della famiglia di Verona, in un clima politico a dir poco infuocato. Per l’ennesima volta da quando sono al governo, Lega e Movimento 5 Stelle si sono scontrati sugli stessi temi, e ieri si è registrato uno scambio di frecciate a distanza fra il carroccio e i grillini. Di Maio, nelle settimane precedenti il grande congresso, aveva additato i partecipanti con la parola “sfigati”, e ieri ha rimarcato la questione parlando di “fanatici”. Salvini ha replicato spiegando di “essere orgoglioso di essere uno sfigato”, per poi puntare il dito contro Spadafora, accusandolo di essere immobile sul tema dell’adozione, con l’aggiunta, rivolta a “qualche amico del governo”, che “qui si guarda avanti, non indietro. Qui si prepara il futuro”.

A chiudere la polemica, almeno per quanto riguarda la giornata di ieri, ci ha pensato Palazzo Chigi, che in una nota breve ma coincisa ha voluto specificare: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega Fontana. Il Presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi – come chiesto da Salvini – per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano. Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare, altrimenti si fa solo confusione”.

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