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Salvini e Tria in coro all’Ue: le manovre correttive non servono

ROMA. Stamattina il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno avuto modo di confrontarsi in merito alla “letterina dei compiti” inviata della Commissione Ue in merito al debito dell’Italia. Un’ora e mezza di colloquio nel quale hanno messo in atto una strategia comune basata su numeri e dati positivi ed evidenti, che metteranno al riparo il Paese da ulteriori lettere o infrazioni.

Il ministro Tria, che ha colloquiato con i giornalisti prima del suo intervento alla giornata inaugurale del festival dell’Economia di Trento, ha dichiarato: “Certamente, le manovre correttive non servono, la nostra risposta è diretta a spiegare alla Commissione europea quanto è accaduto e a dare spiegazioni su quello che ci hanno chiesto nella lettera“.

Salvini tria
La conferenza stampa al Senato dopo il colloquio tra Salvini e Tria.

Mentre leader della Lega ha puntato forte su un dato oggettivo: “Fortunatamente lo Stato sta incassando più del previsto e spendendo meno e ci sono segnali evidenti di ripresa. – Ha poi proseguito affermando che l’incontro con Tria – E’ stato un colloquio interessante su tutti i temi economici: abbiamo discusso dell’atteggiamento da tenere nei confronti dell’Europa, della necessità di sbloccare i cantieri e le grandi opere, in generale del rilancio economico del Paese .”

I termini della pace fiscale verranno prorogati dalla fine di luglio perché contiamo di incassare alcune decine di miliardi di euro per liberare gli italiani dalla gabbia di Equitalia.” Il partito guidato da Salvini punta nuovamente sul condono per il completamento della pace fiscale. Nel dettaglio il ministro dell’interno sarebbe pronto a riproporre all’interno del pacchetto fiscale, la dichiarazione integrativa speciale. La misura potrebbe essere già anticipata nel decreto crescita, già tentata con la manovra ma poi saltata per la contrarietà del M5s , con la possibilità di fare emergere fino a 100 mila euro e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato pagando un forfait del 20%.

Il vicepremier nel corso della conferenza stampa al Senato, oltre la pace fiscale, ha affrontato diversi temi caldi come Flat Tax, Tav, decreto Sblocca cantieri e l’alta velocità.

A livello politico si è permesso di lanciare una piccola frecciatina nei confronti degli alleati di governo: “Se qualcuno mi dicesse che la riduzione delle tasse può attendere, la pace fiscale può attendere, gli appalti e i rifiuti vanno bene così, se ci fossero quattro, cinque, sei no… da stasera alle 9, dopo il voto di Rousseau, se si lavora si va avanti, se si continua a bisticciare la Lega non ha più tempo da perdere – ha infine concluso -, la politica dell’insulto protrattasi per settimane è stata punita dagli italiani“.

Carlo Saccomando

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