IL SANTO DEL GIORNOԑ LAZIO

San Sebastiano, martire e difensore dalla peste

San Sebastiano, originario di Milano,  si trasferì a Roma e fece il tribuno presso la corte imperiale, dove segretamente converti molti al cristianesimo.

Il 20 gennaio la Chiesa cattolica venera San Sebastiano, nato e cresciuto a Milano nel III secolo, da padre francese e madre milanese. Sin da bambino è stato educato cristianamente. Nel 270 si trasferì a Roma dove intraprese la carriera militare, fino a diventare tribuno della guardia imperiale. Era stimato dagli imperatori Massimiano e Diocleziano, che non sospettavano fosse cristiano. Grazie alla sua funzione e alla sua vicinanza al potere, diede aiuti ai cristiani perseguitati e fece opera di conversione di militari e nobili della corte.

Tra i tanti episodi merita di essere evidenziato il fatto legato all’arresto di due fratelli cristiani Marco e Marcelliano. In carcere stavano per essere vinti dalla paura, quando intervenne il tribuno Sebastiano che riuscì a convincerli a perseverare nella fede. All’improvviso comparse una straordinaria luce che fu vista tra gli altri da Zoe, moglie del capo della cancelleria imperiale, che era muta da sei anni. La donna si inginocchiò davanti a Sebastiano, che le restituì la voce. A ciò seguì una collana di conversioni importanti, il prefetto di Roma Cromazio e suo figlio Tiburzio, Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio. Tutti in seguito subirono il martirio, come pure i due fratelli Marco e Marcelliano e il padre Tranquillino.

Statua di San Sebastiano – Alessandro Vittoria (Wikipedia)

Sebastiano per la sua opera di assistenza ai cristiani, fu proclamato da Papa San Caio “Difensore della Chiesa” e proprio quando, secondo la tradizione, aveva seppellito i santi martiri Claudio, Castorio, Sinforiano, Nicostrato, detti Quattro Coronati, sulla via Labicana, fu arrestato e portato da Massimiano e Diocleziano, il quale era già infuriato per aver saputo che a corte si annidavano cristiani persino tra i pretoriani. Sebastiano fu condannato ad essere trafitto dalle frecce. Legato ad un palo in una zona del colle Palatino chiamato “campus”, fu colpito da molte frecce. Ritenendolo morto, il suo corpo fu abbandonato sul luogo per diventare pasto per gli animali selvatici. Ma una nobile donna, Irene, si accorse che era vivo e lo ricoverò  e lo curò nella sua casa sul Palatino. Prodigiosamente Sebastiano riuscì a guarire e, contro il parere di tutti, andò a proclamare la sua fede a Diocleziano e al suo associato Massimiano, ai quali rivolse anche una ferma protesta per la persecuzione contro i cristiani. L’imperatore non potè sopportare e ordinò che fosse flagellato a morte; l’esecuzione avvenne nel 304 ca. nell’ippodromo del Palatino, il corpo fu gettato nella Cloaca Massima, affinché i cristiani non potessero recuperarlo. Il martire apparve in sogno alla matrona Lucina, indicandole il luogo dov’era approdato il cadavere e ordinandole di seppellirlo nel cimitero “ad Catacumbas” della Via Appia, oggi dette di San Sebastiano.
Fino a tutto il VI secolo, i pellegrini che vi si recavano attirati dalla “memoria” di San Pietro e San Paolo, visitavano in quel cimitero anche la tomba di San Sebastiano, la cui figura era diventata molto popolare, anche perchè si attribuì alla sua intercessione, la fine di una grave pestilenza che aveva colpito Roma nel 680. Per questo San Sebastiano venne eletto patrono contro le epidemie e la chiesa cominciò ad essere chiamata “Basilica Sancti Sebastiani”.
E’ considerato il terzo patrono di Roma, dopo i due apostoli Pietro e Paolo.
La diffusione del suo culto ha resistito ai millenni, ed è tuttora molto vivo, ben tre Comuni in Italia portano il suo nome, e tanti altri lo venerano come patrono.

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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