• IL SANTO DEL GIORNO

Santi Innocenti i patroni dei bambini

Festa dei Santi Innocenti Martiri, i bambini che a Betlemme furono uccisi dal re Erode, che voleva la morte del bambino Gesù che i Magi avevano adorato.

Oggi 28 dicembre la chiesa rende onore Santi Innocenti Martiri e lo fa per richiamare in modo forte la dignità dei bambini.
La storia narra che Re Erode, accortosi di essere stato ingannato dai Re Magi, decise di sterminare i bambini sotto i due anni di Betlemme per essere certo di uccidere Gesù. Ci sarebbe riuscito se San Giuseppe, avvisato dall’Angelo, non fosse fuggito in Egitto. La Chiesa celebra la memoria dei Santi Innocenti tre giorni dopo la nascita del Salvatore.

Il bambino agli occhi di Dio è la creatura che non conosce malizia, non conosce menzogna, non conosce bruttura. Nessuno è più innocente di un bambino che si affida totalmente e con amore a sua madre.

Nell’arte italiana questo episodio biblico è stato rappresentato molte volte dai famosi pittori. Ad esempio, le madri sono le protagoniste della scena che Duccio da Buoninsegna ci offre sulla strage dei Santi Innocenti nella tavola del Museo dell’Opera del Duomo in Siena: sono ammassate in disparte, affrante dal dolore e stringono fra le loro braccia i corpicini martoriati; esse ricordano vividamente le icone della Madonna con il Bambino Divino.
Il contrasto magnifico tra la ferocia del potere del re e la tenerezza per gli affetti delle madri dà forma alla scena raffigurata nell’affresco di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova. In alto, su una tribuna, Erode ordina il massacro che i suoi sicari intabarrati eseguono con freddo cinismo e scrupolo; a fronte di essi, madri dolenti invocano inutilmente pietà, mentre si oppongono fisicamente e coraggiosamente all’eccidio. 
Per celebrare i santi Innocenti, che per primi hanno imitato Cristo, preannunciandone la Morte, noi necessitiamo di rinnovata infusione di Grazia che rinnovi, “ri-crei” le nostre anime nell’unione costante al Signore Gesù: siano i Sacramenti le medicine contro le nostre malattie spirituali. Sia la preghiera il farmaco contro la fiacchezza interiore. Sia quindi la carità ardente l’arma con cui combattere lo spirito del mondo e rendere così testimonianza a Cristo, Re dei re.

Don Alessio Yandusheff-Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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