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Sea Watch 3, perquisizione a bordo della Guardia di Finanza

È in corso una perquisizione da parte della Guardia di Finanza a bordo della Sea Watch 3, ferma a mezzo miglio al largo di Lampedusa. I finanzieri, secondo quanto si apprende, sono saliti a bordo su disposizione dei pm di Agrigento e stanno notificando al comandante Carola Rackete l’iscrizione nel registro degli indagati. Sull’isola è atteso l’arrivo del procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella che nel pomeriggio dovrebbe interrogare la comandante.

La portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi, ha dichiarato che la Ong prende atto dell’iscrizione della capitana Carola Rakete nel registro degli indagati, anche se non è stato ancora notificato nulla a bordo. La stessa Rakete ha successivamente sottolineato che affronterà il problema con il supporto legale, ma che in questo momento la sua priorità rimane quella di far sbarcare i migranti.

Twitter @SeaWatchItaly

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul proprio profilo Twitter ha spiegato il rapporto col governo olandese, in merito alla questione legata alla Sea Watch 3: “Ho scritto al mio collega olandese e non mi ha risposto, ma io non voglio fare la figura del fesso. Siamo un grande Paese che non prende lezioni da nessuno.” Inoltre nel corso di un’intervista rilasciata al programma radiofonico Un giorno da Pecora ha aggiunto: “Il comportamento del governo olandese é disgustoso, se ne strafregano di una nave che batte bandiera olandese. Ho scritto alla collega agli Interni del governo olandese, senza avere uno straccio di risposta.”

Sea Watch perquisizione

Questa mattina, il vicepremier Salvini, incalzato da alcuni giornalisti in riferimento all’avvio da lunedì 1° luglio dei servizi di pattugliamento misto tra la polizia di frontiera italiana e quella slovena, lungo la fascia al confine con la Slovenia, aveva dichiarato: “Dopo aver chiuso i porti, riducendo gli sbarchi dell’85% rispetto a un anno fa, ora sigilliamo le frontiere a Est. – Il leader della lega ha infine concluso affermando – Questo dimostra la serietà delle nostre intenzioni: collaborare con altri Paesi europei per fermare l’immigrazione clandestina è possibile. Presto incontrerò Massimiliano Fedriga per studiare ulteriori soluzioni“.

Carlo Saccomando

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