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Slitta il referendum sul taglio parlamentari, alcuni senatori ritirano la firma

Le firme necessarie sono 64, ma otto senatori hanno deciso di fare un passo indietro.

La possibilità di perdere la poltrona fa brutti scherzi. O almeno è quello che si vocifera in quel di Palazzo Madama in riferimento al referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari, di cui era previsto il deposito in Cassazione questa mattina alle ore 11.

La convinzione diffusa è che siano arrivati in extremis pressioni da parte dei partiti, per scongiurare l’eventuale fine prematura dell’attuale legislatura. Inoltre c’è chi pensa che la mossa macchiavellica ordita da un gruppo esiguo di senatori possa favorire la Consulta a prendere una decisione favorevole nei confronti del referendum Calderoli e della nuova legge elettorale denominata Popolarellum. In pratica se il referendum abrogativo voluto dal suo promotore e dalla Lega dovesse avere successo, verrebbe eliminata la quota proporzionale prevista dall’attuale legge elettorale, ovvero il Rosatellum ter.

Le firme necessarie per il deposito sono 64, in un primo momento ne erano state raccolte 66, questo prima che stamane si defilassero otto senatori. Per questo motivo sono stati riaperti i termini per recuperarne altre entro il termine ultimo di domenica 12 gennaio.

referendum taglio parlamentari
A sx Andrea Cangini, senatore di Forza Italia (Twitter)

Andrea Cangini, senatore di Forza Italia, sulla vicenda ha commentato: “Alcuni senatori hanno chiesto di ritirare le firme, altri senatori stanno chiedendo di aggiungere le proprie e quindi ci è sembrato corretto riaprire i termini, a breve comunicheremo una nuova data. In 4 hanno ritirato le firme – ha poi aggiunto l’ex direttore del ‘Quotidiano Nazionale‘ e ‘Il Resto del Carlino‘ – ma altri si stanno aggiungendo per cui per correttezza abbiamo chiesto alla Cassazione uno slittamento“.

È filtrata la notizia secondo cui tra gli otto ritiri ci sarebbero quelli di quattro senatori di Forza Italia, appartenenti all’area vicina a Mara Carfagna, guidati da Massimo Mallegni. Secondo le prime ricostruzioni i promotori della raccolta stavano chiudendo il verbale, quando Mallegni ha bloccato l’operazione, dando vita ad una discussione. Il verbale è stato quindi bloccato, così come la consegna. Sempre a quanto si apprende, anche tra i senatori del Pd che hanno firmato è in corso una riflessione, dopo l’intesa con M5s sulla legge elettorale. Le firme devono essere raccolte e verbalizzate entro domenica 12 e possono essere consegnate in Cassazione anche il 13.

Carlo Saccomando

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