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Somministrazione del vaccino AstraZeneca anche agli over 55?

Secondo quanto appreso dall’Ansa oggi pomeriggio è prevista un’importante riunione tra gli esperti del ministero della Salute, quelli dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e i rappresentati delle Regioni per verificare la possibilità di somministrare il vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca anche agli over-55.

Sul tema è intervenuto questa mattina il presidente dell’AIFA, Giorgio Palù, che ai microfoni della trasmissione tv ‘Uno Mattina‘, ha spiegato come l’esperienza nel Regno Unito, dove l’approvazione del vaccino AstraZeneca è avvenuta prima rispetto all’Ue e di conseguenza anche l’inoculazione sulla popolazione, abbia dimostrato la sua efficacia su soggetti over- 55 anche a 12 settimane dalla somministrazione della seconda dose. “Probabilmente anche noi rivaluteremo, se occorre, questo suggerimento che era derivato, né più né meno, dagli studi clinici di validazione“, ha aggiunto Palù.

Piano vaccinazioni, riunione tra Comuni e Domenico Arcuri: cosa chiedono i sindaci?

Questa mattina i sindaci delle maggiori 14 città d’Italia (Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Firenze, Genova, Venezia, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Reggio Calabria) hanno incontrato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, per fare il punto sulla gestione della campagna di vaccinazione, analizzare le criticità e avanzare proposte.

Al termine della riunione, presieduta dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, è emersa la volontà di collaborare per la migliore riuscita possibile della campagna di vaccinazione. Il primo cittadino del capoluogo pugliese ha inoltre comunicato di aver inviato una lettera alla neoministra agli Affari regionali e alle Autonomie locali, Mariastella Gelmini, nel quale ha chiesto il coinvolgimento dei sindaci nella campagna vaccinale ma un chiarimento in riferimento agli oneri dei Comuni.

Nella missiva i sindaci si sono resi disponibili ad individuare le strutture e ei luoghi per la somministrazione vaccinale “al fine di garantire una diffusione il più possibile capillare su tutto il territori“, mentre hanno chiesto un supporto economico per quanto riguarda le spese relative a servizi come la pulizia e la custodia di tali strutture.

Vaccino AstraZeneca, il terzo vaccino anti-Covid autorizzato in Ue

Il 29 gennaio 2021 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha raccomandato il rilascio di un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio del vaccino sviluppato da Università di Oxford e AstraZeneca, per la prevenzione del COVID-19 nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. Mentre in Italia l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) l’ha autorizzato il 30 gennaio 2021.

Si tratta del terzo vaccino anti-Covid autorizzato alla commercializzazione dalla Commissione Eu dopo quello di Pfizer/BioNTech (approvato il 21 dicembre 2020) e quello di Moderna (approvato il 6 gennaio 2021).

Il 15 febbraio 2021 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha annunciato l’approvazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. Si tratta di una svolta epocale nella campagna vaccinale poiché la facilità di trasporto e conservazione del vaccino di Oxford lo rende ideale la distribuzione capillare, nell’ordine di centinaia di milioni di dosi, ai paesi economicamente svantaggiati fino ad ora privi di immunizzazione. Nella prima metà del 2021, si spera che più di 300 milioni di dosi del vaccino possano essere rese disponibili a 145 paesi.

Le caratteristiche

Rispetto ai vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna, entrambi a base di mRNA, quello di AstraZeneca e Università di Oxford sfrutta un approccio diverso per indurre la risposta immunitaria dell’organismo verso la proteina spike. Alla produzione del vettore adenovirale ha collaborato la Advent-IRBM di Pomezia.

Rispetto ai vaccini a mRNA, questa tecnologia presenta una maggiore stabilità che non richiede temperature eccessivamente basse per la conservazione e il trasporto. Sono in corso studi per testare l’applicazione della stessa tecnologia contro altri virus, tra cui l’HIV e Zika. L’Oms ha inoltre raccomandato l’uso del vaccino nei paesi in cui sono prevalenti nuove varianti, tra cui quella inglese, brasiliana e sudafricana

Il vaccino di AstraZeneca viene somministrato come ciclo di due iniezioni nel deltoide, a distanza di 4-12 settimane l’una dall’altra. L’AIFA si è riservata di fornire indicazioni puntuali sull’intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti.

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