DAL MONDOFATTI

Sono passati 90 anni dal giovedì nero di Wall Street

Uno tra i periodi più difficili della storia americana e dell’economia mondiale fu rappresentato dal crack della Borsa di New York, soprannominata “Big Board”, che rappresenta la più grande borsa valori del mondo. Ricordato come il “giovedì nero” di Wall Street, il 24 ottobre 1929 arrivò dopo alcuni anni di boom. Quel giorno l’indice della Borsa di New York crollò, segnando un ribasso del 50% del valore dei titoli più significativi, e trascinandosi dietro il panico che colse i lavoratori di sorpresa. Giorni negativi avevano preceduto il fallimento per le persone che investivano sul mercato delle contrattazioni dei titoli: solo 48 ore prima Charles Mitchell, direttore della National City Bank, tra i massimi responsabili della speculazione selvaggia degli ultimi anni, affermò che le condizioni del mercato erano sane, così come il futuro.

Il Brooklyn Daily Eagle con l’apertura del crollo della Borsa di Wall Street

Giovedì 24 ottobre 1929 quindi fu la prima di una serie di giornate rovinose per il mercato azionario, con quasi 13 milioni di azioni che cambiarono di mano, a prezzi sempre più bassi. La disperazione contagiò numerosi risparmiatori e investitori. In quel fine settimana si vide una lieve ripresa, rivelatasi in realtà fuorviante, in quanto martedì 29 ottobre 1929 si delineò come il giorno più rovinoso di tutta la storia dei mercati azionari, con l’indice delle quotazioni crollato di 43 punti, quasi il 13% del valore del mercato, e l’inizio di una crisi economica che durò dieci anni, battezzata la Grande depressione, che sconvolse l’economia mondiale. La recessione toccò sia i paesi industrializzati sia quelli esportatori di materie prime: domanda e produzione calarono, il commercio internazionale diminuì insieme con i redditi dei lavoratori, il reddito fiscale, i prezzi e i profitti, e le maggiori città di tutto il mondo furono duramente colpite, soprattutto dove l’economia si basava sull’industria pesante. Fame, povertà, disoccupazione portarono in questo modo a mettere in atto in America il “New Deal”, un piano di riforme economiche e sociali promosso dal presidente Roosevelt tra il 1933 e il 1937, e in Italia fu istituito nel 1933 l’Iri, Istituto per la Ricostruzione Industriale, un ente pubblico con funzioni di politica industriale.

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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