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Spagna, cacciatore spara a cane. Il pensiero di Lndc e Federcaccia

Una notizia proveniente dalla Galizia, in Spagna, sta facendo molto discutere anche in Italia in merito al maltrattamento degli animali da parte di un cacciatore. La settimana scorsa un automobilista ha assistito e ripreso una scena raccapricciante: un uomo stava trascinando il suo cane ferito sul ciglio della strada con una corda e poi gli ha sparato. L’automobilista è intervenuto e l’uomo ha esclamato: “sono un cacciatore e sparo a chi c***o mi pare”. Poi se n’è andato lasciando sul ciglio della strada il cane gravemente ferito.

In seguito l’animale è stato soccorso da un’associazione animalista, che si è scoperto essere una femmina che aveva partorito da poco. Stando a quanto riportato dalla stampa, la cagnolina era stata ricoverata in gravi condizioni, i medici hanno riscontrato la presenza di un proiettile, vari traumi e diverse lesioni alla pelle. Fortunatamente i cuccioli sono stati recuperati e messi in salvo. Purtroppo il povero animale è morto martedì scorso.

L’associazione animalista “Mundo vivo”, tra i primi a pubblicare il video dell’accaduto su Instagram, ha sporto denuncia nei confronti dell’uomo, un cacciatore, per maltrattamento, che rischia fino a 18 mesi di reclusione e una multa di 30mila euro e diverse associazioni chiederanno al Ministero dell’Ambiente che all’uomo venga ritirato il permesso di caccia.

In riferimento al triste episodio è intervenuta Piera Rosati, Presidentessa della Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane Animal Protection, che con parole dure ha attaccato la categoria dei cacciatori affermando come la loro mentalità sia la stessa in ogni paese, che servirebbero maggiori controlli su chi detiene armi da fuoco e ne ha evidenziato la pericolosità: “Trattandosi di un evento successo in Spagna, purtroppo, non abbiamo modo di intervenire direttamente né con aiuti né con una denuncia. Questa vicenda comunque ci dimostra come la mentalità degli appartenenti al mondo venatorio sia sempre la stessa, indipendentemente dal paese di origine. Per gran parte dei cacciatori i cani sono semplicemente degli strumenti per il loro hobby e quando non servono più sono pronti a disfarsene nei modi più crudeli. Episodi come quello documentato in Spagna non sono così rari nemmeno in Italia e, se non vengono uccisi, i cani dei cacciatori vengono spesso abbandonati quando non sono più utili al loro scopo.”

L’immagine pubblicata su Facebook dalla Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane

“In generale, comunque, i cani da caccia non hanno vita facile perché nella maggior parte dei casi vivono isolati dal gruppo familiare in capanne o gabbie, in attesa di uscire per fare il loro ‘dovere’. Il paradosso è che, a sentire loro, i cacciatori ‘amano gli animali e la natura’ ma come si fa a dire una cosa del genere se vanno in giro a sparare a qualunque cosa si muova e trattano così i cani che li aiutano nel loro crudele passatempo?”, ha proseguito Rosati, che infine ha concluso dichiarando: “Ancora una volta abbiamo assistito a un atto di crudeltà contro un animale senza colpa da parte di un cacciatore, l’ennesima prova di come queste persone siano pericolose. La caccia è uno ‘sport’ crudele e inutile di per sé ma sono anche necessari maggiori controlli su chi ottiene le licenze e il permesso di utilizzare armi da fuoco perché possono rivelarsi un pericolo per tutti.”

Una opinione non condivisa dalla Fidc (Federazione Italiana Della Caccia), che attraverso e parole del presidente Massimo Bucconi ha risposto alle gravi accuse : “Federcaccia condanna questo episodio e qualunque altro evento analogo senza se e senza ma. – ha esordito Bucconi – Chi lo ha deliberatamente compiuto non ha nulla a che vedere con la cultura e la pratica venatoria, oltre ad aver violato la legge e le normali regole di etica e moralità.

cacciatore
(Facebook Federcaccia Sardegna)

È convinzione comune che i proverbi esprimano la saggezza di un popolo, in Italia è particolarmente usato il proverbio ‘Una rondine non fa primavera’. Respingo decisamente al mittente le accuse rivolte ai cacciatori dalla Sig.ra Piera Rosati, Presidentessa di Lndc Animal Protection, in quanto stereotipo che sottintende una cultura razzista tesa a criminalizzare una categoria di cittadini rispetto ad altri”. Bucconi ha voluto sottolineare come ci sia un trattamento diverso nei confronti dei cacciatori: “In ogni altra attività umana atteggiamenti riprovevoli vengono declinati al singolare, quando si tratta di cacciatori alcuni conoscono solo il plurale.”

I cacciatori rispettano e amano i propri ausiliari, i cani, e la loro natura ed infatti consentono loro una vita nel loro ambiente naturale e preferito, quali i boschi e gli ambienti rurali, nutrendo nei loro confronti affetto e rispetto.” Il presidente di Federcaccia ha concluso affermando: “Non basta un deprecabile atto di crudeltà, avvenuto in Spagna, a far venir meno gli alti valori morali insiti nella tradizione venatoria, parte fondamentale della cultura dei popoli.

Carlo Saccomando

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