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Speronata in scooter dal fratello perché non accettava la relazione con un trans

Maria Paola Gaglione, 18enne di Caivano nel Napoletano, dopo il violento impatto a terra è morta. Il fidanzato, Ciro Migliore, è ricoverato in ospedale ma non versa in gravi condizioni.

L’amore può generare odio? Il sentimento umano per eccellenza è in grado di scatenare la furia omicida di un genitore, un fratello o un amico, persone che più di qualsiasi altre al mondo dovrebbero amarti e proteggerti, amche più della propria vita? Purtroppo la risposta è sì e ce lo testimonia un tragico fatto di cronaca avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso a Caivano, in provincia di Napoli.

Maria Paola Gaglione, 18 anni compiuti a luglio, venerdì notte stava viaggiando in scooter con il fidanzato Ciro Migliore, 22 anni e qualche precedente per spaccio, quando il fratello della giovane, Michele Antonio (30 anni), li ha raggiunti a sua volta a bordo di un’altro scooter. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri l’uomo si sarebbe lanciato all’inseguimento della coppia e li avrebbe speronati a suon di calci in quanto non accettava che la sorella avesse una relazione con un trans.

Un raptus di odio e violenza con l’intento di mettere fine ad una relazione che non accettava e di mandare in mille pezzi un amore che tra alti e bassi durava esattamente da tre anni. In seguito il motorino è piombato rovinosamente sul terreno, in un fosso di una stradina di campagna nella cittadina di Acerra. Dopo la caduta Maria Paola, che come Ciro non indossava il casco, ha sbattuto la testa contro una colonnina di cemento che provvede all’irrigazione dei vicini campi agricoli. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare, è morta sul colpo.

speronata trans fratello
Maria Paola Gaglione (Facebook)

Nonostante la sorella fosse a terra senza vita Antonio Gaglione ha continuato la spirale di violenza scagliandosi contro il compagno, solo in un secondo momento si sarebbe reso conto della gravità dell’incidente e delle conseguenze, ormai irreparabili, provocate. Al momento Ciro è ricoverato nel reparto di ortopedia della clinica Villa dei Fiori di Acerra (Napoli) e fortunatamente non versa in gravi condizioni.

Dopo il fermo da parte dei carabinieri, a seguito dell’apertura di un’inchiesta dalla Procura Nola, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, violenza privata e lesioni personali, Michele Antonio Gaglione avrebbe ammesso le proprie responsabilità. L’uomo, celibe e disoccupato, avrebbe affermato di voler dare solo una lezione ai due in quanto non accettava la relazione. Al momento si trova nella Casa Circondariale di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida.

Il post di Ciro su Instagram

Amore mio.., oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione.. avevo la mia vita come tu avevi la tua.. ma non abbiamo mai smesso di amarci.. dopo 3 anni ti stavo vivendo ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande la mia piccola. Non posso accettarlo perché Dio non ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio.. non riesco più a immaginare la mia vita senza te.. non ci riesco.” Comincia così il post su Instagram pubblicato ieri da Ciro, dedicato alla memoria di Maria Paola, la 18enne con la quale aveva una relazione.

Non riesco più a dormire penso a te 24 su 24 amore mio, mi manchi, mi manchi tantissimo. – prosegue il ragazzo – Eri l’unica per me, l’unica che mi amava veramente. Non posso accettarlo ancora.. non ci riesco. Mi mancano le tue carezze.. mi manca quando mi svegliavi la mattina a darmi fastidio. Mi manca tutto di te, non ho mai smesso di amarti dal primo giorno che ti ho vista… Ti amerò sempre piccola mia.

Ciro Migliore (Facebook)

Botta e risposta tra la famiglia di Ciro e quella di Maria Paola

Su Facebook, subito dopo il tragico avvenimento, la mamma di Ciro ha gridato tutto il suo dolore, accusando apertamente Michele Antonio “di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace“.

Mentre la famiglia Gaglione ha incaricato il parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello di riportare la propria versione sulla triste vicenda che ha coinvolto due figli: “Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa ma non l’ ha speronata, è stato un incidente“.

Dopo aver portato conforto ai genitori Franco e Pina, don Patricello ha cercato di difendere la famiglia dalle accuse di omofobia: “È una famiglia distrutta e che non si dà pace per una figlia appena maggiorenne. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che e’ vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro ma so che si stavano abituando all’idea. Tuttavia erano preoccupati perché Maria Paola era andata via di casa a soli 18 anni e temevano per un futuro senza lavoro e più che mai incerto“.

Carlo Saccomando

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