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Star vecchie e nuove per celebrare i 50 anni di Woodstock

NEW YORK. Non sono rimasti in tanti i sopravvissuti a quella leggendaria prima edizione del festival di Woodstock del 1969, che a ferragosto prossimo celebra i 50 anni. Alcuni di loro sono morti giovanissimi come Jimi Hendrix o Janis Joplin, anche lei poco dopo. Altri se ne sono andati più in là con gli anni. Di fatto, quelli che allora erano ventenni, venticinquenni al massimo, oggi si portano sulle spalle tra i 70 e i 75 anni. Nonostante il mezzo secolo trascorso, alcuni hanno deciso di non mancare alla rievocazione organizzata a Watkins Glen poco distante dal prato di Bethel in cui si consumò la tre giorni musicale del 1969.

Gli acciacchi e l’età non impedirà loro di essere presenti a questa edizione memoriale. E tra questi David Crosby, che nel 1969 si esibì con il leggendario quartetto di CSNY; John Fogerty, che allora era a capo dei suoi fantastici Creedence Clearwater Revival; Santana, che qui si fece conoscere al mondo. Ci sarà anche Robert Plant che ai tempi era con i Led Zeppelin che però non parteciparono. E il sì a partecipare è arrivato anche dal beatle Ringo Starr. Poi qualche nome minore in termini commerciali ma non artistici come John Sebastian, Country Joe e Melanie. Per il resto si è andato a pescare in nomi della scena attuale: Jay-Z, Chance the Rapper, Common, Princess Nokia per l’hip hop, e star pop/rock come Janelle Monae, The Black Keys, The Killers e Miley Cyrus.

In tutto saranno più di 40 gli artisti che saliranno sul palco davanti a migliaia di fan che si caleranno su Watkins Glen dal 16 al 18 agosto,poco lontano dall’area dove si tenne il festival originario. I biglietti andranno in vendita il 22 aprile. La riedizione è organizzata da Michael Lang, uno dei creatori del concerto del secolo (il Novecento, ovviamente) che dieci anni fa, per mancanza di fondi, aveva dovuto rinunciare all’edizione del quarantesimo anniversario. “Torneremo alle nostre radici e all’intento originario e stavolta avremo controllo su tutto”, ha spiegato il promoter, alludendo al fiasco del 1999 che fu un totale caos logistico. “Sarà l’antitesi di vent’anni fa”, ha aggiunto, con molti artisti che salirono sul palco nel 1969.

Molti si sono già organizzati per prenotare per tempo motel, pensioncine e bed and breakfast anche improvvisati per l’occasione. Certo, mezzo secolo fa la generazione di Woodstock non si fece di questi problemi: i ragazzi del ’69 dormirono sul prato sotto il palco dove si esibirono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Jimi Hendrix e Joan Baez, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo il messaggio di pace e fratellanza che assurse a simbolo di una generazione. Quel festival servì a unire l’America giovane in un momento di grandi tensioni, mentre la riedizione vuole mostrare che è possibile vivere in armonia e compassione per dare speranza a tutti i popoli del mondo. E scusate se è poco!

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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