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Stefania Romano, la ragazza che fa disegnare chi sta per morire

Stefania Romano, negli hospice, rende la morte più dolce ai malati con disegni e collage: “Con matite e pennelli lasciano una traccia e trovano un senso”.

FIRENZE. Alcune persone, prima di morire, sentono l’esigenza di disegnare, per lasciare una traccia, per lasciare un ricordo della loro vita, per lasciare un messaggio ai propri figli e ai propri nipoti, affinché la loro anima possa continuare a vivere nel tempo.

E così, i pazienti a fine vita degli hospice San Felice a Ema e Oblate, strutture gestite dalla Asl in collaborazione con File (Fondazione Italiana di Leniterapia), imprimono su carta i disegni e i collage di quello che per loro è stato importante nella vita. Lo fanno grazie a Stefania Romano, arte-terapeuta dell’associazione La Finestra Onlus e per anni volontaria a File, che passa di stanza in stanza col suo carrellino pieno di matite, pennarelli, forbici, riviste con immagini, carta e cartoncini, tempere e pennelli. Comincia a parlare coi pazienti, cerca di capire le loro ultime volontà e le emozioni che conservano nel profondo per poi aiutarli a plasmarle sotto forma di disegno.

  • Stefania Romano
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Molti pazienti compongono piccoli collage attraverso immagini ricavate dalle riviste, immagini che rappresentano i momenti di svolta della loro vita, gli affetti più importanti, i momenti più belli ma anche l’arrivo della malattia. E poi tantissimi disegni di natura, rose, alberi, prati, vallate, luoghi di rifugio dell’anima. E ancora albe e tramonti. E ancora schizzi dei loro familiari, di famiglie unite. E poi animali, gatti, pinguini, cuccioli di cane, che simboleggiano il bisogno di essere coccolati per andarsene più dolcemente. In tantissimi disegni ricorrono le parole “vita” e “vivere”, a simboleggiare la difficoltà di staccarsi dalla vita e per far realizzare a chi verrà l’importanza di vivere a pieno la propria esistenza.

Cerco di utilizzare il potenziale buono delle immagini – spiega Stefania Romano – per creare momenti di rilassamento e benessere, per ripercorrere e condividere ricordi, pensieri, esplorare dimensioni meno conosciute. Utilizzo le immagini interiori dei pazienti per creare in loro un rifugio sereno prima della loro scomparsa, che vogliamo contribuire a rendere più serena, più pacifica. Il disegno è importante perché permette ai pazienti di lasciare una traccia, li fa sentire soggetti attivi e non passivi”.

Centinaia i disegni realizzati dai suoi pazienti in questi nove anni di lavoro dentro gli hospice grazie alla sinergia tra la Fondazione File e l’associazione La Finestra. Tra quelli che Stefania ricorda con più commozione ci sono il collage di una montagna con accanto l’immagine di Padre Pio; la foto di un piatto di pesce a simboleggiare l’estasi delle piccole gioie della vita; un albero tagliato dalla malattia che però torna a fiorire, simboleggiando la continuità dell’esistenza. Un progetto reso possibile anche grazie a File, Fondazione Italiana di Leniterapia, che collabora alla gestione degli hospice e ha come obiettivo quello di lenire e addolcire le sofferenze dei pazienti giunti alla fine della vita.

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