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Suarez e l’esame ‘farlocco’, anche la Figc apre un’inchiesta

Da alcune intercettazioni sarebbe inoltre emerso un contatto tra l'avvocatessa Maria Turco, legale della Juventus, e il direttore generale dell'ateneo Simone Olivieri. Ci sarebbe stata la promessa di 'dirottare' tutti i giocatori extracomunitari che avrebbero avuto bisogno della certificazione per ottenere la cittadinanza italiana.

Continua a tenere banco sui principali giornali e trasmissioni televisive il caso legato al calciatore uruguaiano Luis Suarez e l’ottenimento della cittadinanza italiana con un esame che definire ‘una farsa’ o ‘farlocco’ sembrerebbe quasi un eufemismo. Venuta a conoscenza della vicenza la Procura della Figc ha deciso di aprire un’inchiesta: il capo della procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha chiesto anche gli atti dell’indagine della magistratura ordinaria di Perugia.

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Perugia hanno svelato come l’esame di conoscenza della lingua italiana consistente nella prova d’italiano di livello B1 (quello intermedio) presso l’Università per Stranieri del capoluogo umbro sia stata pilotato in quanto il ‘Pistolero’ avrebbe ricevuto in anticipo le domande.

Le intercettazioni prima dell’esame ‘farsa ‘di Luis Suarez

Infatti sono numerose le intercettazioni in possesso degli inquirenti tra le quali spicca quella in cui si afferma: «Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1», nonostante non sappia coniugare i verbi e parli solo all’infinito. Fondamentale era il superamento dell’esame: «Che voto metto? Metti il minimo, metti tutti 3». L’esaminatore Lorenzo Rocca, professore che inoltre lo aveva aiutato nella preparazione dell’esame, assicurava che «sul verbale non ho problemi a metterci la firma perché in commissione ci sono io e mi assumerò la responsabilità dell’attribuzione del punteggio».

Tra gli indagati figurano la rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, Stefania Spina, Lorenzo Rocca e un’impiegata che predispose l’attestato per il calciatore. L’ipotesi investigativa è che gli argomenti oggetto della prova d’esame siano stati “preventivamente concordati” con il candidato, al quale il punteggio “è stato attribuito prima ancora dello svolgimento” si legge nella nota del procuratore Raffaele Cantone a cui è stato affidato il comando delle indagini. In modo tale – emerge dal decreto della procura perugina – da “blindare l’esito favorevole“.

esame Suarez

La responsabilità della Juventus sul caso Suarez

Questa mattina un’articolo apparso sul Corriere della Sera svela alcuni retroscena sul caso, dai quali emerge che ci potrebbe essere una connessione tra la Juventus e l’Univesità di Perugia: secondo quanto afferma il quotidiano ci sarebbe stato un accordo tra la società bianconera e l’ateneo umbro per far sostenere l’esame a tutti i giocatori stranieri che avrebbero necessitato della certificazione per ottenere la cittadinanza italiana. Il club campione d’Italia puntava a tesserare il giocatore come comunitario in quanto aveva già occupati i due slot previsti per gli extracomunitari, nello specifico dai centrocampisti Weston McKennie (statunitense) e Arthur Melo (brasiliano).

L’ipotesi sarebbe emersa da alcune telefonate intercettate dagli investigatori avvenute tra l’avvocatessa Maria Turco, legale della Juventus, e il direttore generale dell’università Simone Olivieri. Sarebbero almeno tre le telefonate dalle quali sarebbe stata scoperta la trattativa per far superare il test di italiano all’attaccante blaugrana e la promessa di dirottare all’università nel prossimo futuro tutti i calciatori extracomunitari, con i requisiti previsti dalla legge, che avrebbero avuto bisogno del passaporto italiano. Intercettazioni che potrebbero rappresentare la prova necessaria ai magistrati per ipotizzare il reato di corruzione e delegare ulteriori verifiche.

Luis Suarez

Ieri il comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Perugia, colonnello Selvaggio Sarri aveva spiegato ai giornalisti che al momento nessun appartenente al club piemontese era indagato. «Dall’indagine sono comunque emersi – aveva aggiunto – contatti tra lo staff juventino e i vertici dell’Ateneo che ha poi materialmente organizzato l’esame del calciatore».

A questo punto si tratterà di appurare il livello di responsabilità da parte della Juventus. Nonostante il calciatore uruguaiano non sia tesserato alla Figc ma appartenga ad un’altra federazione e ad un altro campionato gli strascichi potrebbero essere molto rilevanti.

Allo stato attuale Suarez non risulta indagato, così come non è coinvolto alcun membro del suo entourage, ma l’interessamento per quanto non sia stato concretizzato in un trasferimento vero e proprio, potrebbe causare delle conseguenze catastrofiche al club campione d’Italia in carica e vincitore dello scudetto da nove stagioni consecutive.

Si potrebbe affermare che il Pistolero questa volta abbia sbagliato mira e colpito un bersaglio amico.

Carlo Saccomando

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