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Tav e grandi opere, braccio di ferro tra 5Stelle e Lega: rompicapo per il Governo

TORINO. Adesso che il Governo è chiamato a prendere decisioni precise su temi importanti, sui quali esistono visioni completamente diverse, soprattutto nei rispettivi elettorati, nascono divisioni pesanti
Il tema caldo di questi giorni sono le grandi opere, delle quali il simbolo è la Tav, ma anche su altre realizzazioni ci sono punti di vista diversi e infatti sono bloccati decine e decine di cantieri per importi che superano i 26 miliardi di euro, secondo un calcolo degli imprenditori, che reclamano decisioni tempestive.

Il ministro Salvini durante la visita al cantiere Tav

Nello specifico della Tav, lo avevamo già evidenziato venerdi, nel reportage sulla visita del ministro Matteo Salvini al cantiere di Chiomonte in Val di Susa, e nel weekend le diversità di Lega e 5Stelle sono esplose in tutta la loro evidenza e anche con toni decisamente sopra le righe. Ad alzare le barriere è stato soprattutto Di Battista, che non ha ruoli istituzionali, dunque non ha vincoli, ma rappresenta l’ala più battagliera e meno dialogante del movimento, il quale ha usato parole forti nei confronti del leader della Lega, il quale ha dovuto tirare il freno a mano per non rispondere a tono.  In estrema sintesi queste le posizioni delle due forze che compongono la maggioranza che sostiene il governo italiano: 5Stelle sposa e difende a spada tratta il blocco della Tav, in linea con i movimenti del No che da anni contestano la realizzazione dell’opera. Di tutt’altro avviso la Lega, per la quale si sente solamente la voce dell’on. Salvini, che continua a confermare l’utilità e l’importanza della Tav, come strumento di collegamento con la Francia e l’Europa e come indispensabile  motore per lo sviluppo. Il leader leghista lo fa tenendo bassi i toni e cercando di raffreddare il clima, magari cercando anche di rimandare la decisione per non dover sostenere uno scontro frontale nel Consiglio dei Ministri, che da pochi giorni gli ha dimostrato solidarietà, condividendo con lui la responsabilità politica della decisione sulla nave Diciotti, con le conseguenze giudiziarie che sono note. Sul tema dei migranti nelle ultime ore è venuto allo scoperto il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, sostenendo che è contrario a continuare a bloccare i porti italiani, aggiungendo poi, in modo sibillino, che lui si lascerebbe giudicare se fosse indagato da qualche giudice.

Insomma non un tempo di buona salute per il Governo Conte, che sembra però tirare avanti per la sua strada e non curarsi troppo di queste polemiche. Per la questione Tav, se la Lega è minoranza nella compagine di Governo, troverebbe molti alleati in Parlamento, dai cugini di Fratelli d’Italia e Forza Italia, agli avversari del Pd che, con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, non manca di dichiarare una posizione favorevole.

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