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Taxisti in piazza a Milano “Non lasciate morire le nostre attività fra Covid-19 e crisi”

MILANO. Si è svolta nel capoluogo ambrosiano ma era manifestazione che avrebbe potuto svolgersi purtroppo ovunque in Italia. Per testimoniare la “morte” del loro lavoro i tassisti milanesi hanno portato al presidio nel parcheggio di piazza Duomo una rudimentale bara, realizzata con cartone e cassette di legno. Chiedono sostegno economico, in particolare alla Regione Lombardia, in quanto la categoria è “in ginocchio” dopo settimane di diffusione di coronavirus. 

Momenti di forti emozione, anche commoventi, quando i partecipanti si sono inginocchiati, come hanno fatto i poliziotti americani in memoria di Floyd George, e, rispettando il distanziamento sociale, hanno improvvisato una sorta di flash mob a qualche metro di distanza dal presidio informativo che stanno tenendo per spiegare le ragioni del loro sciopero. Un loro rappresentante ha spiegato che domani, in videoconferenza, si terrà un tavolo tecnico con il Comune di Milano.

I tassisti hanno portato una bara, in cartone e legno, con la scritta Taxi. “Se non ci aiutano siamo morti” chiedono anche di essere ricevuti in Regione e sottolineano come altri Enti regionali abbiano già sostenuto economicamente i tassisti. “Vorremmo una boccata d’ossigeno per arrivare a settembre”, hanno detto. Il disperato grido di dolore di una categoria che non deve rimanere inascoltato e a cui occorre rispondere subito con fatti e non con parole.

Norbert Ciuccariello

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