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Tonfo del Pil e innalzamento, inevitabile del debito che sale al 155,7%….queste le “rosee” previsioni del governo

ROMA. Una situazione economica difficile, molto difficile. Del resto era percettibile, è percettibile per chi ha contatti con la realtà produttiva del Paese, dalla grande alla media alla piccola impresa. Il Pil è in caduta libera, con perdite per 126 miliardi e chiusura a fine anno se ‘tutto andrà bene’ a -8%, debito che schizza al 155,7% del Pil – ma rimane sostenibile – e un indebitamento a due cifre, attorno al 10,4%, compreso l’extradeficit fino a 55 miliardi che servirà per finanziare le nuove misure anti-virus.

Si compone di cifre “mai viste prima” il nuovo quadro macroeconomico tratteggiato nel Documento di Economia e Finanza, che il governo ha messo a punto non senza intoppi sia per la complessità dell’elaborazione delle stime in un contesto più che mai incerto sia per le difficoltà nel ricomporre le spinte della maggioranza. Il virus avrà effetti a lungo sull’economia, che si esauriranno nel primo trimestre del prossimo anno: nel frattempo bisognerà continuare con il distanziamento sociale e i protocolli di sicurezza per evitare il riaccendersi di nuovi focolai. Il nuovo scenario presuppone dunque un rimbalzo nel secondo semestre dell’anno, con l’epidemia sotto controllo e la ripartenza graduale di tutte le attività. Una ripresa molto difficile, un cammino insidioso in cui il Paese si giocherà molto. Sperando che il rimbalzo della palla vada verso l’alto…

Norbert Ciuccariello

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