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Unicef: 1 bambino su 4 vive in zona di conflitto o catastrofe

Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia punta a raggiungere 59 milioni di bambini lanciando un appello da 4,2 miliardi di dollari.

Da sempre nei conflitti e nelle catastrofi naturali l’infanzia rappresenta la parte più debole e più a rischio, alla quale viene procurata maggiore sofferenza. Un dato al quale non si può rimanere impassibili è quello rappresentato dal numero di bambini che sono costretti a vivere in una zona di conflitto o catastrofe: ben uno su quattro. Il 25% della popolazione infantile è costretta a vivere in condizioni precarie, con la prospettiva di dover affrontare un futuro incerto. Dati incontrovertibili legati al numero di paesi in conflitto nel mondo, che in questo periodo ha raggiunto il suo apice dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.

L’Unicef ha lanciato oggi il suo appello di emergenza con l’obiettivo di raccogliere 4,2 miliardi di dollari per il 2020, in modo tale da raggiungere 59 milioni di bambini attraverso interventi sostenibili e salvavita in 64 paesi nel mondo. È il più grande appello ai donatori mai fatto, superiore di 3,5 volte rispetto ai fondi richiesti nel 2010.

unicef
28 Maggio 2019 alle porte di Beira, Mozambico (UNICEF)

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia intende destinare la cifra per iniziative di fondamentale importanza quali:

• Curare da malnutrizione acuta grave 5,1 milioni di bambini;
• Vaccinare contro il morbillo 8,5 milioni di bambini;
• Fornire accesso ad acqua potabile, per uso domestico e per l’igiene personale a 28,4 milioni di persone;
• Assicurare accesso a supporto per la salute mentale e psicosociale a 4,5 milioni di bambini e alle persone che se ne prendono cura;
• Fornire accesso a interventi di risposta, prevenzione o contenimento dei rischi legati alla violenza di genere per 1,4 milioni di bambini e donne;
• Fornire accesso all’istruzione formale e non formale, compresi programmi di istruzione per i bambini molto piccoli, per 10,2 milioni di bambini;
• Raggiungere con assistenza in denaro 1,7 milioni di persone;
• Coinvolgere attraverso progetti di sensibilizzazione per lo sviluppo e la partecipazione delle comunità 49 milioni di bambini e adulti a rischio.

Oggi il numero di bambini che hanno bisogno di assistenza, da quando ne teniamo traccia, è il più grande di sempre: 1 bambino su 4 vive in paesi colpiti da conflitto o disastro”, ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF. “Un numero storico di bambini costretti a lasciare le proprie case necessita urgentemente di protezione e supporto. I conflitti restano le cause principali, oltre a fame, malattie infettive ed eventi metereologici estremi legati al cambiamento climatico, che costringono altri milioni di persone a cercare aiuti salvavita”.

I cinque più ampi appelli lanciati dall’Unicef riguardano i rifugiati siriani e le comunità ospitanti in Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia (864,1 milioni di dollari), Yemen (535 milioni di dollari), Siria (294,8 milioni di dollari), Repubblica Democratica del Congo (262,7 milioni di dollari) e Sud Sudan (180,5 milioni di dollari).

Yemen 2019 (UNICEF)

Bambini nelle emergenze:

• Siria e sottoregione: Dopo otto anni di conflitto, in Siria e nei paesi limitrofi, quasi 11 milioni di persone – più della metà della popolazione – hanno bisogno di aiuto umanitario. In tutta la sottoregione, oltre 2,5 milioni di bambini rifugiati siriani registrati vivono in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.
• Yemen: A cinque anni dall’inizio del conflitto, la crisi umanitaria nello Yemen rimane la più grande emergenza a livello mondiale, con oltre 368.000 bambini sotto i 5 anni con malnutrizione acuta grave.
• Emergenza Ebola: L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è la seconda più grande in assoluto e la prima in una zona di conflitto, con più di 900 casi confermati fra i bambini.
• Migranti dal Venezuela: In tutta l’America Latina e nei Caraibi, 1,9 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza nel 2020.
• Ucraina: nell’Ucraina orientale, 430.000 bambini, risentono del lungo conflitto quinquennale.
• Crisi nel Sahel centrale (Burkina Faso, Mali e Niger): L’insicurezza e la violenza nel Sahel centrale hanno lasciato 721.000 bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione acuta grave. Negli ultimi tre anni sono state chiuse oltre 3.000 scuole, coinvolgendo 610.000 bambini.
• Rohingya in Bangladesh e Myanmar: i bambini e le famiglie rimangono molto vulnerabili, con circa 905.000 persone bisognose di protezione.
• Afghanistan: Nel 2020, 9,4 milioni di persone, di cui il 54% bambini, avranno bisogno di assistenza umanitaria e di protezione.

Il precedente appello (2019)

L’appello dello scorso anno, relativo alle richieste per il 2019, corrispondeva alla cifra di 3,92 miliardi di dollari, arrivato poi a 4,13 miliardi a metà anno, al 1° novembre era stato finanziato per il 57%, compresi 761 milioni di dollari da donazioni pluriennali dell’anno precedente. Nei primi 8 mesi del 2019, l’UNICEF e i suoi partner hanno raggiunto circa 51 milioni di persone, compresi 29 milioni di bambini. In particolare:

• 2,1 milioni di bambini sono stati curati per malnutrizione acuta grave;
• 28,9 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo;
• 32,2 milioni di persone hanno ricevuto acqua sicura da bere, per uso domestico e l’igiene personale;
• 2,6 milioni di bambini e di persone che se ne prendono cura hanno avuto accesso a supporto psicosociale e per la salute mentale;
• 3,9 milioni di bambini hanno avuto accesso a istruzione formale, non formale e programmi di istruzione per bambini molto piccoli;
• 850.000 persone hanno ricevuto assistenza in denaro.

Carlo Saccomando

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