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Vietate le botticelle con i cavalli: stop nelle piazze, sì nei parchi

Il 6 luglio 2019, quattro giorni fa, la città di Roma ha raggiunto la temperatura massima di 34°, e la Lav, Lega antivivisezione, pubblicava una foto sulla sua pagina Facebook di un cavallo a terra, scrivendo che con quel caldo “il Tar del Lazio aveva rifiutato l’Ordinanza della sindaca Raggi di vietare il traino delle “botticelle” per i cavalli, sopra i 30 gradi, limite fissato due giorni prima dal Ministero della Salute per il trasporto di animali”. La notizia di ieri, 9 luglio, è che il M5S in commissione Trasporti ha fatto sapere che: “Grazie a un nostro emendamento non sarà più consentito il servizio di piazza con animali, le cosiddette botticelle, se non all’interno di parchi o riserve naturali, o in caso di manifestazioni pubbliche di carattere religioso culturale, storico e di tradizione popolare. In questi casi resta in capo al Comune la facoltà di rilasciare la licenza. Potranno continuare a prestare servizio di piazza le slitte nelle località e nei periodi di tempo in cui ne è consentito l’uso”. Dal Movimento si sottolinea ancora che: “Ovviamente i Comuni che hanno una conoscenza specifica del territorio, tramite deliberazione di giunta, potranno riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi per servizi taxi e di noleggio con conducente. Tuteliamo così la sicurezza e il benessere degli animali utilizzati per il trasporto di piazza, ma anche l’incolumità delle persone e la sicurezza della circolazione stradale, garantendo al tempo stesso l’occupazione per gli operatori del settore. Il provvedimento, richiesto a gran voce da tanti cittadini e associazioni di settore, sarà in Aula già la prossima settimana per l’approvazione in prima lettura”.

cavallo a terra, botticelle
Immagine dalla pagina Facebook Lav

Sono anni, ormai, che la Lav si batte attraverso petizioni, flashmob, e manifestazioni di vario genere, anche per i cavalli che trainano le carrozze adibite al trasporto dei turisti, affinché siano proibite le botticelle, e questo servizio sia riconvertito in forma automatizzata. A Roma gli animali sono costretti a turni massacranti, sotto il sole, e nel traffico cittadino, e pare crudele se paragonato al fatto che, a quanto riferito dalla Lav, in passato erano state messe a punto delle auto-botticelle che avrebbero potuto sostituire definitivamente i cavalli, anche se di questo progetto non vi è più alcuna traccia.

botticella elettrica
Il prototipo della “botticella” elettrica sottoposto a verifiche e collaudi per poter circolare nell’area urbana della Capitale al posto delle carrozze con i cavalli (2017)

Era il 2016 quando, dopo l’ennesimo episodio in cui un cavallo impaurito da un motorino che gli aveva tagliato la strada, scivolato in piazza Venezia davanti agli occhi dei turisti, e fatto subito rialzare dal vetturino senza attendere l’intervento di un veterinario, Anna Cavalli, responsabile Area Equidi della Lav Roma, dichiarava: «Domenica prossima si andrà al ballottaggio tra i due contendenti alla carica di sindaco di Roma. Entrambi, Virginia Raggi e Roberto Giachetti, hanno sottoscritto pubblicamente molti punti programmatici proposti dalle associazioni animaliste, primo fra tutti l’abolizione delle botticelle romane e la loro riconversione in altra attività che non preveda l’utilizzo di animali. Quindi le botticelle a Roma hanno i mesi contati e l’Assemblea Capitolina dovrà approvare fra i primi atti, la Delibera di iniziativa popolare che le associazioni animaliste, con oltre il doppio delle firme necessarie di romani, hanno depositato da un anno e mezzo in Campidoglio». Nel 2018, poi, la Commissione Mobilità di Roma Capitale aveva bocciato la delibera d’iniziativa popolare per l’abolizione delle botticelle, con più di 10mila firme raccolte da alcune associazioni animaliste, tra cui la Lav. Il tempo passa, ma, pur con vetturini iscritti nel registro degli indagati per maltrattamenti e per le condizioni igienico-sanitarie in cui lasciano i cavalli, si discute ancora oggi della situazione botticelle.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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